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martedì, 17 gennaio 2006

a proposito di "moderatismo"/1: pacs e matrimoni tra persone omosessuali

"egregio professor prodi, perdoni la ruvida franchezza ma si lasci dire che un cattolico come lei dovrebbe fare un po' più attenzione quando interviene nel dibattito civile parlando con tono sprezzante di «folklore» a proposito di usi e costumi altrui. corre altrimenti il serissimo rischio di fare la figura del bue che dà del cornuto all'asino. o vogliamo metterci a discutere di miracoli, segreti di fatima, madonnine lacrimanti e infallibilità papale a maggior gloria del programma dell'unione?

agli occhi dei non cattolici come me, tutte queste cose appaiono per l'appunto folklore, per usare l'espressione più leggera che mi viene in mente, al cui confronto il tanto vituperato gay pride potrebbe apparire un evento di estrema sobrietà. c'è però da considerare il fatto che svariati leader della sinistra laica, per il senso relativo che questa espressione può ancora possedere in italia, ci hanno spiegato che bisogna rispettare la sensibilità di voi cattolici perché primo è buona educazione e secondo serve a mandare a casa berlusconi. ma se buona educazione dev'essere, non le pare che dovrebbe almeno essere reciproca?

definire perciò «folklore» la manifestazione di oggi a favore dei pacs non mi pare un gesto di grande fair play. credo che dimostri, al contrario, che i cattolici, anche quando non sono berlusconiani o ratzingeriani di ferro, conservano gelosamente la vecchia abitudine di usare due pesi e due misure e di promuovere a misura di tutte le cose i loro inveterati pregiudizi.

l'amara conseguenza politica che se ne può trarre è che la disponibilità a mediare con i cattolici mostrata da gran parte della sinistra laica e del movimento glbt (gay, lesbico, bi e transessuale, nel caso non lo sapesse) è stata un «grave errore», per citare una recente sentenza di papa benedetto. il pacs, infatti, non intacca il feticcio del matrimonio di serie a al quale voi cattolici tenete tanto, legittimando in pratica un'oggettiva discriminazione nei confronti dei cittadini e delle cittadine omosessuali che decidono di regolare la loro vita di coppia. ma ecco che voi siete immediatamente riusciti a trasformare in un feticcio negativo anche questo moderato acronimo, con l'obiettivo di ridurre ulteriormente le concessioni che siete disposti a fare, in modo che la discriminazione risalti in maniera più evidente. addavenì zapatero, vien da dire.

comunque, se con le sue folkloristiche opinioni sugli omosessuali pensa di assicurarsi una solida vittoria elettorale, mi permetto di darle un consiglio: si allei direttamente con casini e berlusconi. approfitti delle magnifiche prospettive offerte dalla nuova legge elettorale e formi un enorme centro baciapile, lasciando che l'italia proceda allegramente alla deriva, uscendo dall'europa e navigando verso altri lidi. il modello iraniano, per dirne una, è proprio a due passi. se viceversa rimane affezionato all'idea di vincere le elezioni contro berlusconi, dovrebbe tenere presente che molti tra quelli che si considerano laici e di sinistra non ne possono più di papa, vescovi e cardinali a colazione pranzo e cena, con tutte le loro indebite pretese di controllo sulle vite altrui (cioè nostre). senza contare che per recuperare almeno un po' d'italia dall'abisso di regressione culturale in cui sprofonda un giorno dopo l'altro non guasterebbe, oltre a un po' di rispetto in più verso chi la pensa (e la vive) diversamente, anche qualche ricetta un minimo convincente per poter apprezzare le differenze tra centrodestra e centrosinistra. altrimenti, convincersi ad andare a votare anche questa volta sarà molto dura. ma forse lei di questo non si preoccupa più di tanto, visto che a quanto pare i nostri voti le fanno pure un po' schifo. saluti folkloristici."

(caro romano ti scrivo, gianni rossi barilli, il manifesto, 14 gennaio 2006)

abbiamo accettato i pacs come approssimazione al matrimonio "di serie a" invece che pretendere "la cosa vera", l'abbiamo fatto per rispetto verso santa romana chiesa e i suoi deprimenti chierici di destra e di sinistra, non certo per rispetto verso un'opinione pubblica che al riguardo non e' mai stata consultata, ma tutt'al piu' manipolata dai chierici di cui sopra.

se questi sono i risultati di quella che ritenevamo essere una strategia e che si e' rivelata essere non piu' che una tattica, e per di piu' perdente, e' forse arrivato il momento di alzare il tono del dibattito, e della voce, e chiedere a chiunque vinca le elezioni non una sbiadita fotocopia (il pacs verrebbe immediatamente e automaticamente cancellato in caso di matrimonio di uno dei due contraenti) ma la cosa vera.

Postato da: underworld a 15:42 | link | commenti |


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