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a cul di cagone non manco' mai merda - f.rabelais

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aldo busi

lunedì, 17 gennaio 2005

bene o male purche se ne parli (una cagata e' una cagata e' una cagata)

in italia sembrano esserci un bel po' di gay che in nome dell'accettazione sociale (e diciamola pure sta parolaccia: della normalita'), sembrano disposti ad accettare piu' meno qualsiasi cosa: e' cosi' che una schifezza quale "queer eye for the straight guy", pubblicamente esecrata da tutte le comunita' gay del mondo (per lo meno di quella ristretta porzione di mondo dove esistono comunita' gay) per la sua scemenza, superficialita' e adesione a tutti i piu' stantii stereotipi, in italia viene accolta dal solito, benevolo "e' la prima volta che si parla di gay in un contesto scanzonato e non torbido", e glissiamo sul fatto che nell'edizione italiana i gay sono persino stati cancellati dal titolo, giusto per non rischiare di spaventare qualcuno.

e di prima volta in prima volta, persino l'aberrante "mio figlio" viene esaltata, anche da gente normalmente molto sensata, come "la prima volta che in prima serata su raiuno bla bla bla".

e allora?

ma chi se ne frega di raiuno e della prima serata? una cagata continua a essere una cagata anche se e' politicamente corretta, anche se e' interpretata da lando buzzanca che e' di destra (e che, sia detto per inciso, non essendo piu' credibile come "il tromba" per sopraggiunti limiti di eta', si ricicla con il luogo comune alla moda, approfittando di un po' di pubblicita' gratuita sotto forma di polemicuccia politica), anche se il precedente di "mio figlio" (a proposito, bel titolo, eh?) inneschera' un gran dibattito a cui a gia' preso parte "persino" lino banfi ("sto gia' scrivendo una sceneggiatura sull'argomento").

no grazie, la mia accettazione sociale preferisco costruirmela da me, con la visibilita' sul posto di lavoro e in qualsiasi altro contesto, rompendo le scatole quando qualcuno dice stronzate omofobe in mia presenza, andando in piazza quando serve, non ho bisogno della melassa familista di raiuno, ne' della comprensione benevola di un editorialista di avvenire stranamente ben intenzionato.

Postato da: underworld a 17:43 | link | commenti (11) |


Commenti
#1   17 Gennaio 2005 - 18:07
 
Non ho visto Buzzanca e quindi non posso commentare sulla qualità del messggio trasmesso.
Però penso che entrambe le cose siano importanti: sia le piccole azioni degli individui nel proprio privato sia gli 8 milioni di persone che guardano un programma a tematica gay. Che per quanto becero sia generano comunque discussioni. Grazie a Buzzanca (e al Gay Village, istutuzione discotecara romana) e anche alla tremenda QEFTSG ho discusso di omosessualtià con molti colleghi.
Linguafranca.ilcannocchiale.it
(OT: Come mai Splinder ha eliminato i commentatori non registrati?)
utente anonimo

#2   17 Gennaio 2005 - 18:32
 
il programma "I magnifici 5" e' una cagata allucinante... il film di buz non lho vista... be come anche per gli etero la tv rappresenta solo una piccola parte di quello che sta fuori la magica scatoletta... :)
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#3   17 Gennaio 2005 - 21:37
 
Senza polemica, ma forse anche tu e sicuramente io viviamo in un ambiente e occupiamo una posizione nei quali rintuzzare le battute omofobe è abbastanza facile, si rischia giusto un po' di rossore sulle guance. Non è così ovunque. Ci sono ambienti nei quali la fiction di rai 1 entra e dove si cacciano di casa i figli gay, dove si fa del mobbing ai colleghi effemminati, dove l'ipotesi di un poliziotto gay sbalordisce. A te basta il tuo coraggio. A me no, perché a chi vive in quegli ambienti il mio coraggio gli fa una pippa. Quanto agli scopi segreti di Buzzanca e Banfi ti faccio notare che il ragionamento è del tutto coerente con le stronzate di Veneziani (http://www.arcigaymilano.org/stampa/dosart.asp?ID=18239) per cui chi si vuole accreditare oggi non ha che da dichiararsi gay o amico di gay. Salvo poi prenderne una sporta quando si trova a passeggiare in una via di Milano e incontra dei giovinastri evidentemente ignari di quanto essere gay è glamour oggi nelle geremiadi di Libero e della Padania.
finOcchio (fin_occhio.blog.tiscali.it)
utente anonimo

#4   17 Gennaio 2005 - 23:33
 
Una cagata è una cagata, verissimo.
Personalmente non ho visto nessuna delle due trasmissioni, e sono sicuro che non ne risentirò in futuro.
Però mi sono accorto che, grazie a queste cagate, la gente (intesa come quelli che vengono da me a fare la spesa e dei quali capto chiacchiere) ne parla, e a volte anche in termini benevoli...
Dai, almeno stavolta non la voglio vedere troppo negativa :)
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#5   18 Gennaio 2005 - 01:13
 
Un'osservazione: non ho visto la trasmissione, ma il trend serale di raiuno, solitamente, propone la pacificazione dei conflitti sociali attraverso la loro riduzione a pantomima. Non credo che possa bastare "che se ne parli". Si tende a credere, ad esempio, che un'idiozia non abbia valore, e invece ci sono grandi idiozie con un grandissimo contenuto ideologico, più o meno velato.
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#6   18 Gennaio 2005 - 11:03
 
sono d'accordo solo a metà (e d'altronde sono tra quelli che hanno detto e scritto "ma su RaiUno in prima serata ecc. ecc.).
sui "Fantastici 5" non posso aggiungere nulla alla tua stroncatura: una trasmissione inutile e dannosa, zeppa di luoghi comuni, stereotipi e pregiudizi. stop.
su Mio figlio la questione è diversa e in parte l'hanno già detto FinO e larvotto (tu e io viviamo a Milano, vieni da una famiglia borghese di cultura alta e hai un lavoro che ti tutela almeno a livello economico e contrattuale).
Tu non hai visto lo sceneggiato (credo) quindi dovresti sospendere il giudizio. la "cagata" indubbia è il confezionamento del film-tv, ma questo è comune alla televisione italiana, che parli di gay, etero, casalinghe, poliziotti, preti, carabinieri e medici in famiglia.
la sceneggiatura, invece, a parte qualche ingenuità, è impeccabile e la messa in scena dei personaggi gay e del contorno familiare è assolutamente realistica e credibile: vera.
Quanto a Buzzanca, non l'ho mai difeso in particolare, ma stavolta è ammirevole, a maggior ragione se come dicono ha davvero un figlio gay.
ha voluto a tutti i costi realizzare questo progetto, ci ha messo la sua esperienza diretta e lo difende dagli attacchi della "sua" parte politica.
8 milioni di persone (per lo più di età adulta/anziana) che vedono uno sceneggiato in cui l'omosessualità è "naturale" non sono un risultato da poco
(scusa per lo spazio eccessivo)
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#7   18 Gennaio 2005 - 21:51
 
Ecco, io mi scopro un po' idealista e coglione. O forse coglione perchè idealista. A me fa sempre una certa impressione il fatto che di "certi argomenti" la gente (la ggggènte) debba parlare solo perchè passano in televisione. Questo la dice lunga: i mezzi culturali - di riflessione su di sè e sul mondo in generale - passano (quando non sono direttamente forniti) solo dalla televisione.
Io avrei preferito un approccio più "illuministico": sui nodi intricati di cui si compone una società moderna mi piacerebbe (utopia? idealismo coglione, appunto) che anche la "gggènte" cominciasse a riflettere perchè ne avverte davvero il bisogno, perchè lì dentro non c'è solo la libertà delle minoranze, ma anche la libertà tout court delle maggioranze. E invece no, la televisione, a quanto sembra, è lo strumento principe (se non l'unico strumento) di acculturazione delle masse. Essere un filo illuministi, oggi, significa essere d'elite. Che tristezza.
stefano
utente anonimo

#8   19 Gennaio 2005 - 02:28
 
Herri, dipende da cosa vuoi: se un'atmosfera più respirabile per i gay o se usare la diversità sessuale (come già la classe operaia o l'emancipazione femminile) per rovesciare lo stato di cose presente. Qui mi trovi dalla tua parte, insieme a altri quattro gatti antagonisti a trovare soporifero per i conflitti sociali la prima serata di rai1. Sull'atmosfera respirabile però qualche boccata mi piacerebbe darla prima di rinchiderci in trincea ;-).
finO
utente anonimo

#9   19 Gennaio 2005 - 14:05
 
un po' di commenti (parlare di televisione scatena un sacco di passioni, potenza del mezzo? boh?):
1.: (@ aelred) ho visto una puntata di "mio padre", non sono solito commentare cio' che non ho visto. e' vero che non ho la tv da 17 anni, quindi mi mancano termini di paragone, e' pero' altrettanto vero che "mio padre" mi e' parso una cagata orrenda, e il fatto che qualcuno mi dica che la tv offre cagate ben piu' orrende non rivaluta minimamente "mio padre".

2. (@ aelred + finocchio) premesso che questo non voleva essere un post su lando buzzanca, di cui sinceramente non mi frega un cazzo, sono sufficientemente laico e non-settario da accettare serenamente di coincidere a volte con le opinioni di marcello veneziani, specie se si tratta di un argomento irrilevante come lando buzzanca. se poi proprio devo infierire su lando, diro' che il fatto che abbia un figlio (presunto) ricchione quasi me lo rende ancora piu' antipatico, perche' detesto i destri che scoprono i diritti civili solo quando la cosa li tocca direttamente (vedi la famiglia reagan e il divieto u.s.a. alla ricerca sulle cellule staminali).

3. (@ finocchio e altri) che io sappia, non mi conosci e non sai niente di me: se c'e' una persona che professionalmente ha pagato, e parecchio, la propria scelta di visibilita', quello sono io.
4. (@linguafranca)io non ho parlato solo di piccoli gesti individuali, ho parlato anche di scendere in piazza.

e qui arriviamo al punto centrale del tema: quando parliamo di diritti civili parliamo di politica, e non credo che la tv, per lo meno questa tv, possa in nessun modo sostituire l'agire politico e la presa di parola in prima persona dei gay, altrimenti continueremo ad avere questo atteggiamento da cani che aspettano le briciole che cadono dalla tavola del padrone e di quelle si accontentano.

piu' in generale, sono un po' infastidito da tanto paternalismo: sono sicuro che le sordide realta' di gente orribilmente discriminata e addirittura aggredita fisicamente esistono, sono altrettanto sicuro che sono situazioni molto circoscritte e limitate, che si risolvono piu' con l'agire politico che con le serie televisive (con tutto il blablabla televisivo che si e' fatto negli ultimi anni, a qualcuno risulta che i casi di pedofilia in famiglia siano anche solo diminuiti?). la verita' e' che in questo paese ci sono milioni di gay che non si dichiarano perche' fa piu' comodo aspettare di vederlo alla tv che farlo in prima persona - e ancora piu' milioni di etero che non hanno mai conosciuto un gay dichiarato in vita loro: se poi hanno dei pregiudizi non e' anche (soprattutto) colpa nostra? e' logico attendersi che un etero ignorante sia privo di pregiudizi verso persone che non conosce (che non si fanno conoscere) e che si nascondono? ovviamente non dico che sia giusto cosi', dico solo che non mi stupisce che molte persone pensino "se si nascondono, qualcosa da nascondere ce l'avranno"
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#10   19 Gennaio 2005 - 14:49
 
controreplica non polemica: se hai visto solo il primo episodio ti sei perso tutta la pars costruens che era nel secondo se li hai visti entrambi abbiamo metri di giudizio molto diversi (e probabilmente il mio è più assuefatto alle bassezze della nostra tv).
non posso che aderire all'ultimo paragrafo del tuo commento: per quanto mi riguarda ho fatto il coming out in famiglia, con gli amici e al lavoro, penso che sia un passo insostituibile e non paragonabile a uno sceneggiato tv e, per quello che conta, sono sceso in piazza in Italia (nel 2000 a Roma e quest'altr'anno a Milano) e all'estero (le mie foto sul Periodico de Catalunya sono inequivocabili con la scritta El Sida y las mujeres en Catalunya).
spero, sogno che noi gay scendiamo in piazza, in strada e nei luoghi di lavoro a insegnare che significa essere gay.
ciò premesso, il lavoro di Buzzanca non mi è dispiaciuto, perché non era rivolto a noi (frocie metropolitane à la page, che abbiamo Angels in America) ma a mamme e vecchie zie, abituare ai Don Mattei e ai Commissari Rocca
(e comunque libertà di critica per tutti. a te continuerà a fare schifo, volevo solo spiegare la mia opinione :)
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#11   19 Gennaio 2005 - 16:16
 
cavolo io mi compro il dvd e me lo vedo assieme a raniela con i pop corn e poi vi faccio la recenZZZZione!
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