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a cul di cagone non manco' mai merda - f.rabelais

pensierini

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was soll ich denn aber in africa als frau, als frau wenn der schwarze mann die schwarze frau kastriert?
nina hagen

che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani?
aldo busi

mercoledì, 07 dicembre 2005

con un po' di ritardo sulla giornata mondiale contro la violenza di genere...

apareciste una noche fria
con olor a tabaco sucio y a ginebra
el miedo ya me recorría
mientras cruzaba los deditos tras la puerta
tu carita de niño guapo
se ha ido comiendo el tiempo por tus venas
y tu inseguridad machista
se refleja cada día en mis lagrimitas

una vez más, no por favor que estoy cansá
y no puedo con el corazón
una vez más, no mi amor por favor,
no grites que los niños duermen
una vez más, no por favor que estoy cansá
y no puedo con el corazón
una vez más, no mi amor por favor,
no grites que los niños duermen.
voy a volverme como el fuego
voy a quemar tus puños de acero
y del morao de mis mejillas sacar valor
para cobrarme las heridas.
malo, malo, malo eres
no se daña a quien se quiere, no
tonto, tonto, tonto eres
no te pienses mejor que las mujeres
malo, malo, malo eres
no se daña a quien se quiere, no
tonto, tonto, tonto eres
no te pienses mejor que las mujeres

el dia es gris cuando tu éstas
y el sol vuelve a salir cuando te vas
y la penita de mi corazón
yo me la tengo que tragar con el fogón
mi carita de niña linda
se ha ido envejeciendo en el silencio
cada vez que me dices puta
se hace tu cerebro más pequeño

una vez más, no por favor que estoy cansá
y no puedo con el corazón
una vez más, no mi amor por favor,
no grites que los niños duermen
una vez más, no por favor que estoy cansá
y no puedo con el corazón
una vez más, no mi amor por favor,
no grites que los niños duermen.
voy a volverme como el fuego
voy a quemar tus puños de acero
y del morao de mis mejillas sacar valor
para cobrarme las heridas.
malo, malo, malo eres
no se daña a quien se quiere, no
tonto, tonto, tonto eres
no te pienses mejor que las mujeres
malo, malo, malo eres
no se daña a quien se quiere, no
tonto, tonto, tonto eres
no te pienses mejor que las mujeres..

bebe - malo (dal disco "pafuera telarañas")

Postato da: underworld a 14:03 | link | commenti (3) |

pongamos que hablo de madrid

allá donde se cruzan los caminos,
donde el mar no se puede concebir,
donde regresa siempre el fugitivo,
pongamos que hablo de madrid.
donde el deseo viaja en ascensores,
un agujero queda para mí,
que me dejo la vida en sus rincones,
pongamos que hablo de madrid.
las niñas ya no quieren ser princesas,
y a los niños les da por perseguir
el mar dentro de un vaso de ginebra,
pongamos que hablo de madrid.
los pájaros visitan al psiquiatra,
las estrellas se olvidan de salir,
la muerte viaja en ambulancias blancas,
pongamos que hablo de madrid.
el sol es una estufa de butano,
la vida un metro a punto de partir,
hay una jeringuilla en el lavabo,
pongamos que hablo de madrid.
cuando la muerte venga a visitarme,
que me lleven al sur donde nací,
aquí no queda sitio para nadie,
pongamos que hablo de madrid.

j.sabina

Postato da: underworld a 13:55 | link | commenti |

chi ha detto che il solo prete buono e' quello morto?

"restate fedeli a cio' che sapete essere vero, al fatto che siete amati e che la vostra omosessualita' non e', in alcun modo, "sbagliata" ne' peccaminosa: siete fatti esattamente nella maniera in cui dio ha voluto e dovete gioirne. ogni grande movimento di giustizia sociale all'inizio ha dovuto affrontare critiche di ogni tipo. quando oggi ci guardiamo alle spalle ci chiediamo come abbiamo potuto avere degli schiavi o come abbiamo potuto discriminare le donne o le persone di colore. sono convinto che, a lungo termine, queste innovazioni ci daranno qualcosa da offrire alle altre denominazioni cristiane".

lo ha dichiarato monsignor robinson, primo vescovo dichiaratamente omosessuale della chiesa anglicana.

Postato da: underworld a 13:50 | link | commenti |

giovedì, 01 dicembre 2005

il moro, i galli e gli "estramboticos"

dice la gente di qui che questo é il manicomio d'europa. se guardi davanti a te vedi un mare di un blu appena piú intenso del cielo, da cui affiorano tratti di costa nordafricana (chiedo una sera a una conoscente se le luci che si vedono sulla sinistra sono quelle della bruttissima e delinquentissima algeciras e mi risponde che no, quello é "il moro", l'espressione che si utilizza qui per definire tanto il marocco come i marocchini come qualsiasi altra cosa, singolare o plurale che sia, che abbia a che fare col marocco). se invece dai le spalle al mare vedi un paesaggio molto piú verde di quello che ti aspetteresti (l'oceano porta qui un'umiditá sconosciuta sull'arida costa mediterranea, che pure inizia solo una cinquantina di chilometri piú in là), punteggiato di casette bianche piuttosto brutte (quelle meno brutte le chiamano "in stile ibizenco") e rigorosamente abusive, che nascondono alla vista le parti antiche dei pochi paesi di questo angolo remoto di andalusia.

effettivamente sembra che da tutta europa si siano messi in cammino verso sud ogni specie di matti, piccoli delinquenti ed "estramboticos", che, arrivati qui, si sono dovuti fermare per mancanza di terra sotto i piedi: al di sotto dei trenta-trentacinque anni poca gente, per la maggior parte surfisti tedeschi e inglesi che arrivano qui con camper e furgoni sgangherati, la maggior parte sta qui un po' e poi se ne va, qualcuno rimane e vivacchia affittando per l'inverno qualche brutta seconda casa senza riscaldamento (di notte fa freddino ed é umidissimo), tra i trentacinque e i cinquanta l'occupazione prevalente di una fauna di ex-freaks mezzo-sdentati originari di tutta europa sembra essere il piccolo spaccio di hashish, anche se non si capisce bene a chi, e di fatto nessuno sembra passarsela particolarmente bene. sopra i cinquanta, andalusi da cartolina, ducado in bocca, "tubo" di birra in mano, risata fragorosa.

la gente di qui parla uno spagnolo buffissimo, con elle che diventano erre, esse che diventano sospiri o, al contrario, effe, parole mozze o incomprensibili ("pischa" é il cazzo, o sorprendentemente, la ragazza); i matti e gli estramboticos di importazione parlano dei farneticanti minestroni di spagnolo, andaluso, inglese e quant'altro. sono tutti molto gentili, non capita mai di bere un caffè in un bar senza che qualcuno ti attacchi bottone, anche se mai in maniera invadente - sembrano tutti consapevoli che una buona parte degli stranieri che capitano qui in questa stagione non hanno nessuna voglia di parlare, o hanno qualche buon motivo per non farlo.

di notte si sentono cantare un mucchio di galli, che di giorno non ho peraltro mai visto.

Postato da: underworld a 13:26 | link | commenti (2) |


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