a cul di cagone non manco' mai merda - f.rabelais

was soll ich denn aber in africa als frau, als frau wenn der schwarze mann die schwarze frau kastriert?
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dresda in piccoli sorsi 6: "...e al posto di micky mouse, ci mettiamo gli operai"
ho visitato la fabbrica dove si produce la volkswagen phaeton. si tratta di un modernissimo edificio in vetro costruito tre anni fa in pieno centro storico di dresda. iniziando dal nome ("manifattura") tutto è pensato per suggerire che questa non è una fabbrica: pavimenti in parquet ovunque, un elegantissimo bar con terrazza esterna all'ingresso, un atrio monumentale che sembra quello di un museo d'arte contemporanea (non a caso tra gli scenari che si possono scegliere per la foto ricordo ci sono, oltre alle ovvie vedute di dresda, anche il guggenheim di bilbao) - l'accompagnatrice precisa "ci avrebbe dovuto suonare l'orchestra sinfonica di dresda la sera dell'inaugurazione della manifattura nel`l'agosto del duemiladue", ci ha pensato la catastrofica piena dell'elba, il fiume di dresda che scorre a poche centinaia di metri da qui, a guastargli la festa.
naturalmente, poichè questa non è una fabbrica, quelli che ci lavorano non sono degli operai: l'auto viene montata a mano da dei giovanotti in giacca bianca, scelti probabilmente in base al loro gradevolissimo aspetto fisico, che passeggiano con aria rilassata intorno alla linea di produzione; nulla ricorda la catena di montaggio fordista ai numerosissimi visitatori, che li osservano come animali allo zoo attraverso enormi vetrate.
questo del resto sembra essere il senso profondo di tutta l'operazione: trasformare una fabbrica in parco tematico, una specie di disneyland con gli operai al posto di mickey mouse. è paradossale, e forse non casualmente paradossale, che questo parco tematico si trovi in quello che fino a quindici anni fa era "lo stato degli operai e dei contadini".
un interrogativo inquietante
quando uso un pc "pubblico" vado sempre a curiosare nella barra degli indirizzi del browser quali sono stati gli ultimi siti visitati dai precedenti utilizzatori di quel pc. con mia somma sorpresa oggi, utilizzando un pc del goethe-institut di dresda, ho visto che l'ultimo sito visitato è quello della marangoni di milano.
chi sarà l'aspirante sartina che si cela tra noi?
dresda in piccoli sorsi 5: bunte republik neustadt
ne ho accennato nel post precedente, entro un po' più nei dettagli. si svolge a neustadt, che a dispetto del nome è la parte vecchia della città, l'unica non devastata dalle due notti di bombardamento a tappeto che hanno cancellato il centro barocco della città (e parecchi decine di migliaia di vite umane) nel febbraio del quarantacinque.
ogni anno in giugno per tre giorni e tre notti neustadt si trasforma nella più stravagante festa di piazza che io abbia mai visto, una via di mezzo tra la festa della regina ad amsterdam e una festa di piazza spagnola: tutte le vie vengono chiuse al traffico, su ogni finestra viene esposto qualcosa di colorato, una bandiera, uno striscione (il più pittoresco: "sex gegen nazis", sesso contro i nazisti) o anche semplicemente un lenzuolo. davanti a ogni casa un tavolo in cui gli abitanti della casa mangiano e bevono tutti insieme, ma spesso anche sedie a sdraio, tappeti coperti di cuscini o addirittura divani. si svuotano cantine e solai e il contenuto viene venduto per pochi spiccioli su bancarelle improvvisate. gente di tutti i tipi, freaks di mezza età, punk dodicenni, famigliole, folcloristici grupponi di orsi e di leather, ce n'è veramente per tutti i gusti. ognuno dei numerosissimi locali del quartiere monta un bancone all'esterno e la maggior parte anche una console per dj set o addirittura un palco su cui qualcuno suona dal vivo, per cui in una via lunga magari solo duecento metri ci sono dieci generi musicali differenti e altrettanti gruppi di persone che ballano sfrenatamente fino all'alba. mezzo litro di birra costa un euro e mezzo, una caipirinha due euro, una generosa innaffiata con una canna da giardino viene offerta gratuitamente a chiunque ne faccia richiesta...
dresda in piccoli sorsi 4: piccoli nazisti crescono
la settimana scorsa ho visitato il parlamento regionale della sassonia, land di cui dresda è capitale. si tratta di un edificio nè brutto nè bello costruito a metà degli anni novanta accanto al palazzo che tanto il partito nazista come quello social-comunista avevano utilizzato come propria sede locale nei rispettivi anni di governo. l'architettura è gravata da un mucchio di simbologie edificanti (le sale dove si riuniscono il parlamento e il governo regionale sono scatole di vetro totalmente visibili dall'esterno, gli scranni del governo e della presidenza del parlamento sono disposti in circolo insieme a quelli dei parlamentari per rendere esplicita la pari dignità di tutti, e così via).
a dispetto di cotanta buona volontà, alle ultime elezioni regionali, nel settembre dell'anno scorso, il partito neonazista (npd) è entrato per la prima volta nel parlamento sassone, e per giunta con un ragguardevole dieci per cento dei voti.
la cosa è naturalmente al centro della discussione politica: persino la guida ufficiale che ci accompagna nella visita parla apertamente di "vergogna per l'intera sassonia". le interpretazioni vanno tutte nella stessa direzione: più che di un voto nazionalista, si tratterebbe di un voto di protesta per la perdurante crisi economica (in sassonia la disoccupazione è al venti per cento) e di disillusione per le promesse non mantenute di omogeneizzazione (non solo economica) con la parte occidentale del paese, una sorta di paradossale, grottesco recupero di una specificità tedesco-orientale. l'unica interpretazione discorde l'ho sentita dalla guida di cui sopra: osservando la distribuzione geografica del voto dell´npd, più che un voto di protesta dell'est contro l'ovest sembra essere una protesta delle campagne contro le città: la gente di campagna si sente abbandonata, i soldi pubblici arrivano solo a lipsia e dresda. questa interpretazione, che ovviamente non sono in grado di valutare, sembra in qualche modo rassicurare la mia guida, ragion per cui evito di raccontarle che è un'interpretazione molto accreditata anche dai più accorti osservatori delle guerre jugoslave degli anni novanta, quei pochi che hanno avuto voglia di guardare oltre le facili interpretazioni storico-nazionalistiche.
in ogni caso anche nella civilissima e coltissima dresda ognio tanto le tensioni affiorano, tipicamente a neustadt, il quartiere "alternativo": per garantire la sicurezza della bellissima, coloratissima festa del quartiere che si è svolta come ogni anno lo scorso fine settimana, sono arrivati centinaia di celerini da tutta la germania, e anche così venerdì notte ci sono stati gli ormai tradizionali tafferugli causati da gruppetti di neonazisti.
dresda in piccoli sorsi 3: la notte
dresda è una città straordinariamente nottambula, sia in rapporto alle ridotte dimensioni (non arriva al mezzo milione di abitanti) sia se la si confronta con le altre città tedesche, eccezion fatta per berlino e in parte per colonia che peraltro sono vere e proprie metropoli.
i tram ad esempio, che sono il mezzo di trasporto pubblico più diffuso e ramificato, funzionano tutta la notte, tutti le notti dell'anno (questo era peraltro abbastanza normale nelle città dell'est europeo ai tempi dei governi socialisti, che ovviamente privilegiavano il trasporto pubblico rispetto a quello privato).
a neustadt, il quartiere giovane e alternativo, ci sono parecchi bar aperti ventiquattro ore su ventiquattro, e anche gli altri durante il fine settimana chiudono alle cinque.
dresda in piccoli sorsi 2: un'altra osservazione da massaia
nei condomini c'è spesso una stanza con delle lavatrici di uso comune. civile, no? nel giardino poi ci sono sempre dei pali in metallo che servono a stendere il bucato all'aperto. sono naturalmente di uso comune, però privi di fili per stendere, giacchè ognuno si porta il proprio filo, che poi si riprende quando il bucato è asciutto. è una banalità, ma mi pare un'eccellente metafora del complesso rapporto dei tedeschi con la "gemeinschaft".
dresda in piccoli sorsi 1: la rumenta
la spazzatura si divide in biodegradabile, carta, cartone, lattine e bottiglie di plastica (le pochissime che non hanno una cauzione e quindi non si restituiscono in negozio) vanno insieme, il vetro si divide a seconda del colore. poi si porta il tutto in strada, in una gabbia piena di bidoni di diversi colori. ogni condominio ha la sua gabbia.
il mistero che aleggia su tanta civilta' e': perche' le gabbie vengono chiuse a chiave?
(un mantra? un dogma?) il papa e' uno stronzo
un paio d'anni fa avevo preso l'abitudine di scrivere di tanto in tanto (in effetti di poco in poco) post con questo titolo. poi ho smesso, non certo per rispetto verso l'agonia dello stronzo (quella non ce l'ha avuto nemmeno il suo esecutore testamentario, che sta facendo tutto il contrario di quel che voleva lui, figurarsi se ce l'ho io) ma perche' mi sembrava scontato.
ora ricomincio, introducendo persino una novita' per festeggiare il nuovo stronzo: d'ora in poi mi limitero' di quando in quando a ricordare che il papa e' uno stronzo senza neppure sentire il bisogno di circostanziare o fornire dimostrazioni. il papa e' uno stronzo. quasi un dogma. certamente un mantra.
gli sembrava forse troppo fico?
sara' per questo che splinder ha deciso di togliere gli strumenti di impaginazione dalla pagina di scrittura dei post?
la dura vita dello scolaretto
oggi e' il mio terzo giorno di scuola, sveglia alle sette meno un quarto, varie ore di lezione ogni giorno e tutto il resto del folclore da scolaretto, inclusi i compiti a casa che ieri non avevo voglia di fare e ho quindi fatto (malissimo ovviamente) stamattina in tram.
mi manca solo il grembiulino...
malacarne in hai diritto alla con...
utente anonimo in hai diritto alla con...
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