a cul di cagone non manco' mai merda - f.rabelais

was soll ich denn aber in africa als frau, als frau wenn der schwarze mann die schwarze frau kastriert?
nina hagen
che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani?
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toh, che sorpresa, un film italiano che parla di corna!
inizia molto bene, questo provincia meccanica: un giovane operaio buono come il pane e così tonto da non comprendere le cose che gli succedono intorno (stafeno accorsi, bravo e perfetto per il ruolo), sua moglie, bella e altrettanto inadeguata (l'incapace e inespressiva valentina cervi) ad affrontare le normali difficoltà della vita. poi dalla fine del primo tempo il film inizia ad avvitarsi in un'assurda storia di infedeltà e violenza gratuita in cui i due personaggi, inizialmente interessanti, si annacquano e si convertono in macchiette bidimensionali. occasione sprecata, peccato.
lunga vita al vecchio polacco vestito in maniera eccentrica
dall'edizione web del quotidiano "la repubblica": notte tranquilla e "risveglio sereno". ma per un po' non potrà parlare.
se mi garantiscono che non puo' nemmeno scrivere, confermo gli auguri che ho scritto nel titolo...
a proposito di eduardo
non ho mai letto nulla di eduardo de filippo, e ieri sera ho per la prima volta in vita mia visto un suo spettacolo, "sabato, domenica e luedi'", diretto e interpretato dal bravissimo toni servillo e interpretato da una compagnia numerosa e tutta di livello eccellente (un nome per tutti: anna buonaiuto).
la dinamica e' la seguente: il primo atto , sabato, e' una commedia brillante, ben scritta e molto divertente; il secondo atto, domenica, e' una sorta di dramma borghese, oserei dire ibseniano nelle tematiche; il terzo atto, lunedi', e' una farsa in cui il nodo drammaturgico del secondo atto si scioglie in una banale storia di presunta infedelta' e di realissima gelosia, con tanto di lieto fine.
la grande agilita' e leggerezza del testo fanno si' che tutto funzioni a meraviglia, tanto che non si puo' evitare di pensare che un drammaturgo cosi' abile avrebbe potuto risolvere con ben altro spessore le tematiche messe in campo nel secondo atto. perche' non lo fa? non sapendo nulla di eduardo azzardo due ipotesi: il suo pubblico non gli avrebbe perdonato un finale che non fosse totalmente spensierato oppure semplicemente le tematiche che affronta erano negli anni in cui scrive, gia' talmente diffuse e "popolari" da essere niente piu' che un pretesto drammaturgico, una sorta di canovaccio da commedia dell'arte. boh.
le mani del marketing su trenitalia
c'erano una volta le ferrovie dello stato, vecchie, puzzose, ritardatarie finche' si vuole pero' veramente democratiche: prezzi economici, collegamenti frequenti e un sistema tariffario semplicissimo (dieci km costano x, cento km costano x per dieci, e cosi' via, con solo un correttivo al ribasso sulle lunghissime distanze per cercare di accorciare un po' questo lunghissimo paese).
oggi le ferrovie dello stato non esistono piu', c'e' trenitalia, societa' di diritto privato a capitale totalmente pubblico (un trucchetto per dismettere il tradizionale ruolo di ammortizzatore sociale e licenziare qualche decina di migliaia di dipendenti in pochi anni).
non entro sul discorso della sicurezza (lo hanno gia' fatto a sufficienza gli inglesi, rinazionalizzando le infrastrutture ferroviarie, per non parlare del recentissimo incidente di crevalcore) e non entro neppure sul discorso della frequenza dei treni (la logica e': se un collegamente fa soldi lo manteniamo, senno' cerchiamo di dismetterlo, quindi i regionali in orari non punta stanno scomparendo, si chiudono linee locali e amenita' simili, e se lavori a turni o abiti fuori citta' comprati una macchina e non rompere i maroni).
mi limitero' a parlare del sistema tariffario, su cui i soliti cervelloni del marketing sono riusciti a intervenire con i sistemi che li hanno gia resi tristemente famosi in quasi ogni altro ambito: complicando le cose all'inverosimile con supplementi, tariffe regionali, promozioni fantasma (chi e' mai riuscito a utilizzare la fantomatica offerta "tutta italia a quindici euro"?), salvo poi di tanto in tanto venirsene fuori con la magica paroletta "semplifichiamo l'offerta", che di solito significa togliamo qualche supplemento o balzello qua e la' e in cambio aumentiamo indiscriminatamente tutte le tariffe: coglioni, se volete semplificare l'offerta ridateci il vecchio sistema tariffario, e gia' che ci siete cercatevi un lavoro socialmente utile, coi soldi che si risparmieranno sui vostri parassitari stipendi magari si potrebbe anche rimettere il secondo manovratore sui treni.
a proposito: in tutto questo tripudio di novita', i treni continuano a essere vecchi, puzzosi e ritardatari come ai bei vecchi tempi delle fs.
muito obrigado
un grazie al popolo portoghese che porta un bagliore di speranza nel plumbeo clima politico di questo periodo, dando al partito socialista una vittoria nettissima contro il partito dell'orrido barroso.
"ridateci giuliana, vi diamo bruno vespa"
e' stato l'unico momento allegro di una manifestazione intensa e ben poco festosa.
"qualsiasi cosa abbiano costruito, l'hanno costruita senza la mia complicita'"
non e' molto, ma sabato saro' alla manifestazione di roma per affermare ancora una volta che questo non lo stanno facendo ne' in mio nome ne' tantomeno in nome della democrazia.
e incidentalmente anche a ricordare a rutelli e a tutti gli opportunisti, i meschini e i voltagabbana che fanno parte di uno schieramento che si proclama di centrosinistra, che finanziare il prolungamento della presenza italiana in iraq e' indecente moralmente e inaccettabile politicamente.
(la citazione nel titolo e' sua)
promosso!
grazie a d., che tra le altre cose e' suo fratello nonche' un gran bel figliuolo, ho sostenuto e passato la "prova di destrezza" (giuro, si chiama cosi') che estende la validita' della mia patente della moto a tutti i paesi dell'unione europea.
mi resta solo un dubbio: in svizzera dovro' continuare ad andarci in torpedone?
calciocrazia
il tema non e' proprio originalissimo, lo so, tuttavia ho scoperto che anche nei giorni di blocco totale del traffico, chi ha un biglietto per andare allo stadio e' autorizzato a circolare.
un paio di settimane fa invece, in una stazione ferroviaria mi sono imbattutto nel solito treno di tifosi che devastavano tutto quello che potevano, aggredivano e sputavano addosso a chiunque incontravano (per non parlare dei riccorrenti saccheggi di autogrill di quelli che invece che in treno si spostano in pulman). il tutto nella piu' assoluta indifferenza di giornali e, a quanto mi dicono, televisione.
mi e' venuto da pensare: cosa succederebbe, che so, se i passeggeri di un treno del sindacato che va a una manifestazione a roma facessero le stesse cose che i tifosi fanno ogni santa domenica? probabilmente giorni e giorni di scandalo, orrore, evocazioni dei plumbei anni settanta a reti unificate, ossia lo stesso che e' successo qualche mese fa quando quattro pirla hanno rubato un po' di roba in un supermercato e una libreria di roma...
spostamenti semantici
un tempo la sicurezza era una delle componenti fondamentali del concetto di liberta', oggi la sicurezza sembra costituire la principale minaccia alle liberta' individuali. questo ovviamente nell'occidente privilegiato, perche' nel resto del mondo continuano a non avere sicurezza e a non avere liberta'. in medio oriente addirittura la sicurezza in nome della quale si perde la liberta' per molti non e' neppure la propria ma quella altrui!
malacarne in hai diritto alla con...
utente anonimo in hai diritto alla con...
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