a cul di cagone non manco' mai merda - f.rabelais

was soll ich denn aber in africa als frau, als frau wenn der schwarze mann die schwarze frau kastriert?
nina hagen
che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani?
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un'orribile recita a soggetto
un'amica spagnola mi dice "ma e' tremendo, un ministro di un partito con un grosso seguito popolare che dice cose come quella sulla taglia 'vivo o morto'".
provo a spiegarle che no, la lega e' ormai tutto tranne un partito con un grosso seguito, le spiego che anzi hanno una percentuale cosi' bassa di voti che potrebbero essere buttati fuori dalla maggioranza e il governo resterebbe in piedi. ovviamente non capisce. come spiegare a uno straniero che il ruolo della lega e' quello dei ventriloqui di fini e berlusconi, quelli a cui far dire le 'parolacce' in pubblico per sdoganarle, per far finta che siano senso comune trasformandole davvero in senso comune?
librerie senza libri
il caso piu' eclatante e' quello delle librerie fnac in italia: supermercati di gadget in cui il reparto libri si riduce a pochi best-seller relegati in un sottoscala. anche le librerie feltrinelli, che pure continuano a essere soprattutto delle librerie, sono comunque sempre piu' appiattite sul modello "rivendita di best seller": sabato stavo cercando in quella di genova due novita' sellerio e un tascabile guanda uscito meno di sei mesi fa, ossia niente di esoterico o di underground, e non li avevano. oltre all'effetto napalm che hanno sulle piccole librerie (la piccola, deliziosa libreria di piazza wagner qui a milano non ha resistito piu' di due mesi all'arrivo di feltrinelli nella vicinissima piazza piemonte).
il caso piu' doloroso e' stato il mese scorso alla libreria laterza di bari: alla mia richiesta la commessa ha consultato il suo pc e poi con tono quasi scandalizzato mi ha detto "ma e' un libro del novantotto!"
in generale poi colpisce la scomparsa dell'intero reparto "critica letteraria", ben che vada e' uno scaffaletto nel reparto "scienze umane", nella maggior parte dei casi manco quello.
uno yankee
l'ultimo ospite dello sgangherato bed-senza-breakfast che il mio compagno ha allestito in casa nostra e' stato un musicologo del new mexico per la prima volta in italia. suona interessante, no? l'unica cosa che il personaggio in questione ha fatto e' stato cercarsi una palestra e passarci i tre giorni che e' rimasto a milano.
zio underworld
dico zio per non dire nonno. ieri sera sono andato a ballare ai magazzini generali; eta' media: una dozzina d'anni meno di me. ussignur.
provincialismo
il titolo del film "maria, eres llena de gracia", di produzione colombia/usa e' stato tradotto "in italiano" con "maria full of grace".
ancora pina
ho visto ormai parecchi spettacoli di pina bausch, eppure ogni volta e' un'emozione differente. stasera e' toccato a kontakthof, spettacolo del settantotto (passato anche in scala nell'ottantatre) interpretato da ventcinque danzatori oltre i sessantacinque anni.
e' uno spettacolo comicissimo, come spesso lo sono i suoi spettacoli, pero' anche crudele e toccante, nel raccontare le piccole e grandi carognate che le coppie anziane spesso si infliggono reciprocamente, che il tempo infligge a corpi che cambiano, a menti che a volte ripetono i gesti e le dinamiche delle relazioni tra persone piu' per abitudine che per progettualita' o desiderio. e pero' e' anche un insieme di riflessioni su quello che gli anziani possono e vogliono, addirittura sognano (quante volte pensiamo che gli anziani si limitino a ricordare ma abbiano perso la capacita' di sognare?). il tutto senza mai una sbavatura di sentimentalismo, senza mai indulgere al "poveri vecchietti", con uno sguardo che e' sempre umanamente partecipe, razionale, appassionato.
omofobia
gia' qualche tempo fa scrissi un post scherzoso ma non troppo sul fatto che sto diventando omofobo.
non voglio dire che ce l'ho con i gay, ma sempre piu' spesso mi trovo ad avercela con questi gay, specchio iperrealista (si sa, noi gay tendiamo sempre a enfatizzare, a esagerare) di un'italia che non mi piace e che mi pare di capire sempre meno: forse quando i gay in italia "non esistevano" ho idealizzato il collettivo, del resto i pochi gay che "si vedevano" in italia erano persone in generale stimabilissime. ora che i gay esistono, mi rendo conto che i pasolini, i busi, i dario bellezza erano avanguardie assai poco rappresentative di un insieme di persone che in realta' e' omogeneo sia nel bene sia nel male a qualsiasi altro insieme di persone di questo paese, che so, i tifosi di calcio, i lavoratori dipendenti, le ragazze-madri.
detto cosi' potrebbe sembrare una bella scoperta, non siamo speciali, la nostra croce non e' piu' pesante di quella di chiunque altro. e tuttavia vedere tanta mediocrita', tanto perbenismo, tanto accontentarsi delle briciole di diritti, di ideologia, di cultura di massa che cadono dal piatto della maggioranza eterosessuale mi infastidisce.
ovviamente molto di cio' che ho detto vale anche fuori dai confini patri, pero' in generale preferisco parlare di cio' che ho sotto gli occhi tutti i giorni.
omosessualita' nei balcani
osservatorio sui balcani, indispensabile strumento per chi si interessa di cose balcaniche, pubblica qui un interessante, approfondito dossier sulla situazione degli omosessuali nei diversi paesi della regione.
inquinamenti
risulta che a milano stiamo respirando un sacco di schifezze, cosi e' stato deciso il blocco del traffico per un giorno della settimana prossima. chissa' perche' se la merda la stiamo respirando oggi, il traffico lo bloccano la settimana prossima.
ma il peggio e' che a quanto pare le aziende hanno la possibilita', e la totale discrezionalita', di rilasciare speciali autorizzazioni a circolare per quei dipendenti che avessero imprescindibili esigenze di servizio. e' cosi' che per esempio la mia azienda sta allegramente rilasciando autorizzazioni, dato che il blocco del traffico coincide con il lancio dell'offerta commerciale natalizia.
un vizio in disuso, anzi due
sabato sera sono stato alla sua festa di compleanno, ci saranno state una trentina di persone e nemmeno una che fumasse. mi viene il dubbio che fosse semplicemente vietato fumare, ma piu' probabilmente si tratta di un vizio demode'. un vero peccato, un pezzetto di "biodiversita'" che se ne va.
il discorso raddoppia perche' oltre alle sigarette, nessuno fumava nemmeno "altro".
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