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a cul di cagone non manco' mai merda - f.rabelais

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nina hagen

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aldo busi

mercoledì, 27 ottobre 2004

meno male che ci sono gli architetti

stamattina sono stato a un funerale nella chiesa del cimitero di lambrate. e' in cima a una scalinata.

Postato da: underworld a 15:26 | link | commenti (9) |

martedì, 26 ottobre 2004

il leonardo di caprio degli anni '00

insipido come lui, onnipresente come lui, come lui viene spacciato per bravissimo attore solo perche' tutti i registi con cui lavora gli fanno dei lunghissimi primi piani sugli occhioni chiari: e' gael garcia bernal, inespressivo come pochi.

arridatece gli attori veri. e i belloni veri.

Postato da: underworld a 13:13 | link | commenti (7) |

primi giorni in italia

otto ore a milano, tre giorni a venezia, un giorno e mezzo a milano, quattro giorni in puglia, tre ore a milano, due giorni a camogli, tre giorni a milano, un giorno a camogli, quattro giorni a roma: se la felicita' si misurasse in chilometri sarei l'uomo piu' felice del mondo. e in buona sostanza lo sono.

nel frattempo: abbiamo comprato un letto matrimoniale mollllto bello per camogli, ho fatto un colloquio di lavoro in cui mi hanno offerto in prima battuta un po' troppi soldi per non esserci sotto qualcosa (ma che cosa?), vorrei organizzare una festa del ritorno ma le poche sere che ho passato a milano ho ovviamente un po di gente da rivedere e quindi non ho ancora trovato il tempo di cercare un posto dove fare la festa.

Postato da: underworld a 13:02 | link | commenti |

martedì, 19 ottobre 2004

19 dias y 500 noches

riassunto delle ultime due settimane, nelle quali ero senza pc, o in altre faccende affaccendato:

dopo un anno e mezzo abbondante (i diciannove giorni e le cinquecento notti della canzone di joaquin sabina), ho lasciato madrid. e' stato un addio doloroso e divertente, e' venuto m. a trovarmi, siamo andati a teatro e ai tori, al ristorante e a ballare fino all'alba; tra fidanzato, amici e colleghi, ho fatto festa praticamente per una settimana consecutiva (in spagna la settimana scorsa c'era un ponte di quattro giorni). quando lunedi' scorso sono venute le persone dell'impresa di traslochi ero messo cosi' male che non mi sono accorto che si stavano portando via tutte le mie scarpe, quindi sono dovuto uscire scalzo a comprarmi un paio di scarpe...

da madrid direttamente a venezia con m., a vedere una biennale architettura piu' stimolante del solito, su cui mi riservo di scrivere qualcosa quanto prima. dormito in un affittacamere incantevole, con vista sui tetti e sul campanile di san marco, oltre a tutto a un prezzo davvero modico.

tornato da venezia domenica sera, lunedi' mattina ero gia' in ufficio dove mi aspettava il consueto nulla, l'unica cosa di cui mi hanno parlato e' un progetto che e' partito in giugno, e quindi ha una sua struttra gia' ben definita in cui non sembra esserci bisogno di altre persone, e soprattutto che si conclude in novembre!

la maggior sorpresa mi e' pero' venuta dal fatto che malgrado io non abbia nulla da fare, da stasera a sabato mattina mi tocca partecipare a una convention in una localita' termale in puglia. merda!

a questo va aggiunto che ieri sera mi sono arrivati i venti-e-rotti scatoloni del trasloco, che ho dovuto svuotare nella notte un po' per non partire lasciando m. nel delirio dei miei scatoloni e un po' perche' in mia assenza m. ha montato un simpatico affittacamere in casa nostra e tra oggi e domani arrivano tre ospiti dall'estero.

ciliegina: ieri sera siamo andati al teatro studio dove abbiamo assistito a una lettura di poesie fatta da un'attrice turca un po' famosa in italia per aver recitato nei film di f.ozpatek (regista dal quale peraltro mi sono sempre tenuto alla larga): il tutto per la modica cifra di venticinque euri e per una durata di trenta minuti. ovviamente il valore di uno spettacolo non c'entra niente con la sua durata, pero' c'e' un limite a tutto. la cosa piu' buffa e' che hanno dovuto invitare il pubblico a sgomberare la sala con l'altoparlante, perche' ovviamente tutti pensavano che si trattasse di un intervallo e non se ne andavano.

Postato da: underworld a 16:52 | link | commenti (6) |

venerdì, 08 ottobre 2004

riassunto di un post che splinder si e' ingoiato

ieri ultimo giorno di scuola; un giorno della settimana prossima una impresa di traslochi si porta via le mie robe da qui e le porta a milano; a seguire torno a milano pure io, con calma e molte tappe intermedie che ancora non ho deciso.

Postato da: underworld a 01:58 | link | commenti (8) |

domenica, 03 ottobre 2004

un motociclista senza la sua moto

sembra il titolo di una canzone di ligabue, forse sto scoprendo la mia vocazione...

in ogni caso una delle cose che allieteranno il mio ritorno in italia sara' il poter lasciare l'automobile e ricominciare a usare la mia vecchia, scassatissima bmw r65, sempre e quando decida di rimettersi in moto, visto che un anno e mezzo di sosta puo' essere letale per una creaturina meccanica di ventiquattro anni.

che cosa mi ha impedito di portarmela qui a madrid e usarla? il fatto che la mia patente da motociclista vale solo in italia, a causa di una intricata, oscura vicenda burocratica che non sto a raccontare, basti dire che c'entra con una vacanza sfigatissima, con l'inefficienza del parlamento italiano e con l'amore piu' "sbagliato" della mia vita.

fatto sta che salvo questo intervallo madrileno, in cui non essendo autorizzato a guidare la moto all'estero sono stato costretto a farmi dare un'auto aziendale, non ho piu' avuto un'auto dalla notte di san silvestro del novantadue, quando la mia adorata centoventisette rustica (giuro, si chiamava cosi') mi abbandono' definitivamente nel cuor della notte sul ciglio della statale che mi riportava a milano dal paesello dove stavo facendo il servizio civile. da allora sempre e solo moto, una disastratissima guzzi tre e mezzo, un paio di vesponi del tempo che fu e, negli ultimi sette anni, la bmw r65 di cui sopra.

Postato da: underworld a 13:30 | link | commenti (8) |

venerdì, 01 ottobre 2004

toujours faisan, ovvero che fare della mia vita?

il titolo suona un po' sopra le righe, me ne rendo conto, peró é esattamente la situazione in cui mi trovo: quando ormai piú di due anni fa inizió l'epopea del mio mobbing, tutto il mondo mi diceva la stessa cosa: spremi tutti i soldi che puoi alla tua azienda e cambia aria, "un tipo brillante come te non ha certo problemi a trovare un altro lavoro". io in veritá non ho fatto nulla, un po' per tattica (il dogma degli amici esperti in questo tipo di cose é: non devi essere tu a fare il primo passo ma l'azienda: devono essere loro a cacciarti e tu fare l'aria piú dispiaciuta del mondo, cosí ti danno piú quattrini), un po' perché sono una persona fortunata, e come tutte le persone fortunate tendo un po' a lasciare che le cose succedano da sole piuttosto che forzare io il corso degli eventi. il risultato é stato questo difficile ma meraviglioso anno e mezzo a madrid, quindi una volta di piú l'attendismo mi ha premiato.

d'altra parte la mia situazione é oggettivamente la seguente: (non) lavoro in una grande azienda che mi paga un sacco di soldi e in passato mi anche dato un sacco di soddisfazioni professionali. non so fare niente di diverso da quello che quello che ho fatto finora. potrei quindi cercarmi un lavoro analogo in un'altra azienda, ma mi fa orrore il solo pensiero di ricominciare daccapo a conquistarti la fiducia di tutti, lavorare prevedibilmente come un disgraziato, capire come funziona operativamente e "politicamente" un'altra azienda (a parte il fatto che io delle dinamiche politiche delle aziende non capisco un cazzo, sennó non sarei in questa situazione), tutto questo sapendo che la parte migliore della mia carriera é comunque dietro alle mie spalle sia per cause oggettive - nel mio settore non potrá mai piú esserci un'etá dell'oro come quella della fine degli anni novanta, non ho le capacitá né la motivazione per diventare piú di quello che sono, ossia un dirigente di secondo piano - sia per cause soggettive - la fine delle mie fortune aziendali ha ovviamente cambiato molto il mio modo di pensare al lavoro.

in alternativa al cercarmi un lavoro analogo in un'altra azienda, potrei approfittare di quel tanto di benessere "stabile" che ho conseguito (basicamente la comproprietá con m. delle case di milano e di camogli) per dedicarmi a qualcosa che mi interessa davvero senza dovermi troppo preoccupare del soldo. fino a pochi mesi fa in qualche angolino non troppo consapevole della mia testa covava il pensiero: accetto tutta sta gran rottura di coglioni dell'azienda per conquistarmi i miei sessanta metri quadrati di "porto sicuro" a camogli (suona molto piccolo borghese, e probabilmente lo é, fatto sta che negli ultimi sei anni ho cambiato cinque cittá e camogli é ormai per me piú una condizione dello spirito che un paesello sul mare), poi in luglio, con l'acquisto della casa di camogli le cose sono drasticamente cambiate. tornando al tema principale (mi cerco qualcosa che mi interessa davvero senza dovermi troppo preoccupare del soldo) puó darsi che io sia il tipo brillante di cui sopra, ma la squallida realtá é che non ho nessuna reale, profonda "vocazione": mi piace leggere ma non penso di avere alcun talento letterario, mi piace ascoltare dischi e vedere film e spettacoli di prosa e di danza contemporanea, adoro l'architettura e le arti visive, ma non penso mi piacerebbe essere né un musicista né un regista né nessuna altra cosa che abbia a che fare con il meraviglioso mondo delle sette muse, e comunque sarei troppo vecchio per iniziare ora!

in teoria mi piacerebbe aprire un locale, magari a genova, certo non a milano, peró probabilmente dopo pochi anni mi verrebbe la claustrofobia (senza contare il fatto che qualunque cosa fuori milano non si concilia con la mia vita con m. che é comunque la cosa piú importante, la ragione per cui ho scelto di non rimanere a madrid). o forse mi piacerebbe lavorare in una casa editrice, con un ruolo tipo vittorini o pavese all'einaudi, e ovviamente senza un minuto di gavetta.

insomma, il momento é complicato. e oltrettutto ogni volta che faccio questi discorsi mi sento sempre come quel re di francia che, incurante del popolo affamato, si lamentava - "toujours faisan!" - della monotonia dei suoi menú.

Postato da: underworld a 18:46 | link | commenti (11) |


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