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aldo busi

lunedì, 26 luglio 2004

del perché gli scrittori omosessuali parlano tanto di omosessualitá

leggo sul blog di una persona intelligente e sensibilissima alle differenze, un commento su tondelli che attira la mia attenzione: "secondo il mio punto di vista in una società omofobica come quella italiana gli scrittori omosessuali, come forma di reazione al machismo imperante, fanno della loro dimensione sessuale una dimensione totalizzante ed imperante nella loro esistenza, tralasciando altri aspetti tipici della complessità insita in un essere umano. é un po’ come se io, ternano e tifoso della ternana, mi mettessi a scrivere dei bei libri sulla squadra rossoverde, andassi ospite alle trasmissioni a parlare di ternana e facessi della ternana una dimensione totalizzante della mia esistenza."

provo a rispondere, scusandomi in anticipo per la scarsa proprietá con cui probabilmente maneggeró concetti sociologici come l'identitá, l'inclusione e via dicendo.

l'omofobia profondamente radicata nella societá italiana c'entra sicuramente molto con la rilevanza che un tondelli, ma anche autori ben piú grandi di tondelli - l'aldo busi di "seminario sulla gioventú" e di "vita standard", tanto per dirne uno, ma anche jean genet e pasolini e michael cunningham e chissá quanti altri - danno alla propria identitá gay. peró:

1 - essere gay (o lesbica) é assolutamente fondamentale nella vita di un gay (o di una lesbica)

affermazione apparentemente banale e tautologica, peró poi in realtá quanta volte si sente dire "a me non importa niente se uno va a letto con le donne o con gli uomini"? mi sento di affermare che l'orientamento sessuale é un fatto identitario fondamentale nella vita di una persona, ed é qualcosa di enormemente piú profondo dell'orifizio che si decide di utilizzare per ricavare appagamento in un rapporto sessuale - gesú, magari fosse cosí semplice: stasera potrei andare a letto con una ragazza (giuro che un paio di volte ci ho pensato davvero), ma non per questo sarei, o diventerei, eterosessuale (o bisessuale: ho conosciuto gay che a volte vanno con donne o etero che a volte vanno con uomini, ma non ho mai conosciuto una persona realmente bisessuale in vita mia, quindi sono un po' scettico circa la loro esistenza). essere gay c'entra praticamente con ogni momento della mia vita: c'entra nelle mie scelte musicali e estetiche, c'entra nel mio modo di rapportarmi con gli altri (la mia facilitá ad avere amiche donne, la mia difficoltá ad avere amici uomini, tanto per fare un esempio), c'entra con la mia sensibilitá, c'entra con la mia attenzione verso certi temi e fatalmente con la mia disattenzione verso altri temi, c'entra con la mia timidezza nei rapporti uno-a-uno e con la mia sfrontatezza ai limiti dell'esibizionismo nei rapporti uno-a-molti, e potrei continuare per un bel pezzo.

2 - gli autori gay si rivolgono (anche) a un pubblico gay

riprendo il paragone calcistico: l'essere tifoso é un elemento costitutivo della personalitá di molti eterosessuali (e anche di qualche omosessuale, il mio compagno per esempio) come elemento di inclusione, di identificazione, di appartenenza, mentre essere gay o lesbica, che é ovviamente qualcosa di molto piú profondo della passione calcistica, é per chiunque, almeno in una fase della vita (nei casi peggiori per tutta la vita) un fattore di esclusione, una non-identitá: non voglio essere patetico, ma nella vita di ognuno di noi c'e`stato almeno un momento in cui ci siamo sentiti "l'unico gay / lesbica sulla faccia della terra", condannato alla solitudine e all'infelicità perpetua. merita un inciso in questo senso il ruolo fondamentale e contraddittorio di un'icona "pop" come pasolini che, figlio di quella omofobica societá italiana di cui sopra, da un lato é stato il primo a nominare l'innominabile, dall'altro sia con la sua opera poetica sia con la sua morte tragica e nazionalpopolare, non ha fatto che confermare nella mente di tanti gay (e delle loro ingombrantissime madri) che essere omosessuale é comunque una sciagura.

certo, ormai sono sempre di piú i gay e le lesbiche che vivono questa fase "dell'unico gay sulla faccia della terra" come fase breve e non troppo dolorosa, perché orami la subcultura gay é ogni giorno piú diffusa, e ogni giorno di piú si configura come modello di riferimento di identitá e di "inclusione" (personalmente detesto il novantasette per cento di quella paccottiglia fatta di depilazione, mutande di calvin klein, palestra e dischi di kylie minogue, peró é indiscutibile il valore liberatorio che ha per un sacco di gente sprovvista, per ragioni sociali, culturali o anagrafiche, di strumenti meno effimeri di interpretazione della realtá), peró non possiamo nemmeno fare finta che questa fase non esista, e soprattutto non sia esistita per gente della generazione di busi, di tondelli o anche mia: quello che busi o tondelli dicono ai propri lettori gay é "esistiamo soprattutto per noi stessi, anche a prescindere da come il collettivo eterosessuale ci percepisce".

tra l'altro, e fatte le debite proporzioni, nessuno si sogna di criticare una rivista calcistica perché sa solo parlare di calcio. perché dunque accusare uno scrittore gay di scrivere solo di tematiche gay, come se ció fosse riduttivo?

3 - omosessualitá come metafora

ma c'é ancora piú di questo: per moltissimi di noi, essere gay significa esprimere un'identitá (aridanghete con l'identitá, sempre lí torno) radicalmente differente e irriducibile ai valori prevalenti nella nostra societá, una specie di metafora dell'essere fuori, e spesso contro: in questo senso "vita standard" di busi é uno dei libri piú importanti del dopoguerra italiano, un libro in cui i rapporti tra gay e etero (ma anche tra uomini e donne ed evidentemente tra "padroni" e lavoratori) sono rapporti di classe, rapporti viziati da una contraddizione di interessi e da una sproporzione di forze tra chi stabilisce le regole del gioco e chi le subisce. e credo che questo fare del gay una metafora di un conflitto molto piú ampio sia tipico di molta letteratura cosiddetta gay - in questo senso giudicare il tondelli di "pao pao" un autore che "tralascia altri aspetti tipici della complessità insita in un essere umano" mi pare a dir poco ingeneroso.

4 - tutto il sesso che fanno i gay

dico spesso che ogni gay ha in ogni luogo e momento la possibilitá di fare sesso a non piú di tre chilometri e trenta minuti di distanza (puó piacere o meno, peró é un fatto): soprattuto sto parlando di battuage, il paradiso di pasolini, il luogo, spesso buio, appartato, squallido e pericoloso, dove moltissimi gay vanno a cercare sesso anonimo e frettoloso.

eppure il battuage io lo rivendico, e mi innervosisco quando qualche gay perbenista dice "se i gay non fossero costretti a nascondersi il battuage non esisterebbe": il battuage é parte della nostra identitá, come lo é una sessualitá a volte bulimica e nevrotica, é un luogo "nostro" e solo nostro, senza un "noi gay" e un "loro etero", senza complessi e senza norme che non siano quelle del rispetto specifico e della conoscenza di un minimo di codice di comportamento. il battuage magari non é il massimo della vita, peró per l'autostima puó essere un vero toccasana, e aiuta un sacco di gente a smitizzare il sesso, tanto nelle sue componenti "mistiche" come in quelle atletiche (nei luoghi di battuage scopri un sacco di cose su te stesso e impari a non dare importanza a fatti apparentemente rilevanti, come per esempio che fai un sesso da metá classifica e non da supereroe, che il tuo uccello é da metá classifica, non é enorme e non é minuscolo; inoltre con la varietá delle esperienze impari un mucchio di cosine piacevoli, perché negarlo, che nella monogamia probabilmente non scopriresti mai).

perché ho parlato di battuage a conclusione di questo post cosí "aulico"? perché per qualche oscuro capriccio del destino o della nostra forma di essere, é il luogo simbolico che riassume un po' tutte le cose, anche contraddittorie, che ho appena elencato. ed ecco perché negli ultimi trent'anni, da luogo-di-cui-non-si-parla per eccellenza, si é convertito in un topos della letteratura gay.

Postato da: underworld a 12:08 | link | commenti (16) |

venerdì, 23 luglio 2004

per la cronaca

martedi' e' morto il leggendario bailaor flamenco antonio gades, abbastanza noto anche in italia soprattutto per aver interpretato vari film di carlos saura. adios antonio, que la tierra te sea leve.

da ormai quasi tre settimane non tocco un goccio di alcool ne' di caffe'. inaspettatamente mi sta pesando piu' la seconda astinenza che la prima.

in spagna impazza il dibattito sul matrimonio tra gay: il psoe lo aveva inserito tra i punti del suo programma elettorale e il dibattito parlamentare iniziera' in settembre. nel frattempo la conferenza episcopale spagnola ha diffuso un documento dall'inequivoco titolo "in favore del vero matrimono", mentre l'edizione online del quotidiano progressista el pais, di gran lunga il giornale piu' letto in spagna (e con ragione: ce l'avessimo noi in italia un giornale cosi' bello), pubblica in prima pagina un sondaggio online sul tema "il parlamento deve tenere conto dell'opinione della chiesa sui matrimoni omosessuali?". la risposta: un settantotto per cento dei lettori dice che no.

Postato da: underworld a 00:47 | link | commenti |

ieri sera, stasera e domani sera

ieri sera sono stato al delizioso teatro español a vedere 'la eterna cancion', divertentissima e strampalata zarzuela (una specie di operetta con il paso doble al posto del valzer) composta nel quarantacinque da pablo sorazabal - l'autore della colonna sonora di 'marcellino pane e vino', nientemeno.

stasera sono stato in casa, non mi capitava da un bel po'.

domani vado nel levante, mi incontro con il mio compagno all'aeroporto di valencia e da li' ce ne andiamo in un hotel 'con encanto' in un posto tra la brutta spiaggia di benicassim e la bella sierra del maestrazgo.

Postato da: underworld a 00:34 | link | commenti |

polli e piattole

e' un po' come la storia della media del pollo: si dice che ognuno ne mangia in media uno alla settimana, e poi risulta che qualcuno ne ha mangiati zero e qualcun altro ne ha mangiati cinque - ecco, a me succede un po' lo stesso pero' con le piattole: qualcuno non se le becca per una vita intera, e qualcun altro - io per esempio - me le becco praticamente ogni estate.

Postato da: underworld a 00:21 | link | commenti (6) |

mercoledì, 21 luglio 2004

obrigado, senhor ministro

due ore e mezza di concerto, coltissimo e presuntuoso, politicamente impegnato e correttissimo, accompagnato da cinque strumentisti eccezionali, una scaletta interessantissima ed eclettica (da vinicius a bob marley, dal tropicalismo a john lennon), un pubblico in deliro: è gilberto gil in versione elettroacustica ("una parola presa in prestito dalla musica erudita", spiega all'inizio del concerto in ottimo castigliano).

Postato da: underworld a 10:32 | link | commenti (1) |

martedì, 20 luglio 2004

quattro cose bruttarelle e due cose buone

rettifico ciò che avevo scritto qualche settimana fa a proposito della nuova ala del reina sofia, progettata da un jean nouvel particolarmente poco ispirato: é bruttarella e un po' sciatta. le sale espositive però fanno onestamente il loro mestiere: grandi, neutre e con una bellissima luce naturale attenuata (da dei listoni mobili di lamiera traforata, che suppongo rendano impossibile lavare i vetri dall'esterno - bel commento da massaia, eh?).

il piano terra attualmente ospita una mostra del ripugnante salvador dalí; il genio che l'ha allestita si è premurato di tappare ermeticamente le vetrate di cui sopra (forse perché così non si vede lo sporco?)

sempre a proposito di cose brutte ho visto al real una brutta tosca, con un'agghiacciante scenografia di ezio frigerio, una direzione da banda del circo (marco armiliato) e un cavaradossi giovane, belloccio e sfiatato (nicola rossi giordano: per rendere tutto più complicato sono capitato in una replica con il secondo cast).

e ancora: sono andato a vedere "confessioni di una mente pericolosa", film che, a dispetto dell'eccellente soggetto, si risolve in un'accozzaglia di luoghi comuni, vippame hollywoodiano vagamente perplesso, buoni sentimenti. nel cast si fanno notare julia roberts, piú travestito che mai, e il protagonista sam rockwell, o meglio il suo delizioso culetto (occupa almeno quaranta dei centotre minuti del film).

dopo tante brutture due cose belle:  é stata da me tutta la settimana un'amica ravennate con cui sono stato molto bene; ho letto lo straordinario "fontamara" di ignazio silone che oltre a essere un'importantissima testimonianza di un'epoca, è un libro raffinato e spiritosissimo, cosa che di solito manca a libri, pur fondamentali come "conversazione in sicilia" o "cristo si é fermato a eboli", che trattano della questione meridionale.

Postato da: underworld a 09:48 | link | commenti (3) |

mercoledì, 14 luglio 2004

"dal piotta a ligabue tutti contro il p2p"

cosí titola in prima pagina l'edizione online de la repubblica di oggi. non che sentissi il bisogno di ulteriori motivi per comprare cd taroccati (qui in spagna si chiamano "top manta"), peró questo proprio me lo hanno servito su un piatto d'argento.

a parte la battuta, ne ho un po' piene le scatole di tutte queste geremiadi sulla pirateria che uccide la musica: le multinazionali che protestano contro la pirateria sono le stesse che si riempiono le tasche di denaro vendendo masterizzatori di cd (una a caso: la sony). le case discografiche truffano sistematicamente con dati di vendita falsificati, gli artisti che dovrebbero tutelare.

e soprattutto: se artisti del calibro di daniele sepe o fangoria campano vendendo i loro cd a dieci-dodici euro, non capisco proprio perché dovrei preoccuparmi per britney spears o piotta che vendono merda a diciotto euro al pacco.

Postato da: underworld a 10:01 | link | commenti (2) |

un fine settimana da señorito andaluz

i señoritos erano i figli dei latifondisti andalusi, che vivevano una vita di assoluto cazzeggio, spesso a madrid, mentre i contadini che lavoravano le loro terre morivano di fame, di fatica o di botte somministrate dalla guardia civil.

é un poco come mi sono sentito questo fine settimana, trascorso da amici in una meravigliosa, antica casa colonica annessa a un frantoio, persa nello sterminato mare di oliveti della provincia di jaen, la parte piú orientale dell'andalusia: la famiglia che custodisce la casa e lavora la terra ci faceva trovare la tavola apparecchiata, e una serie di cibi spettacolari prodotti da loro stessi - formaggi, frutta e verdura, conigli e polli e via dicendo. noi, i señoritos, tutto il giorno in piscina (una grande, vecchia piscina rettangolare imbiancata a calce) o sotto un olivo a chiacchierare, leggere, bere tinto de verano...

Postato da: underworld a 09:48 | link | commenti (1) |

venerdì, 09 luglio 2004

anticlericalismo militante

millecinquecento gay e lesbiche spagoli/e hanno chiesto la cancellazione dalla chiesa cattolica (non so bene cosa significhi tecnicamente, immagino sia qualcosa di simile allo sbattezzo promosso da anni dal movimento anticlericale italiano). la cosa simpatica, oltre alla connotazione glbt, è che lo hanno fatto tutti lo stesso giorno, guadagnandosi così la prima pagina dei quotidiani

Postato da: underworld a 14:53 | link | commenti (2) |

martedì, 06 luglio 2004

un cinema gay

in gran via, principale arteria del centro di madrid nonché tradizionale via dei cinema della città, hanno aperto da un mesetto un cinema che proietta solo film a tematica gay.

Postato da: underworld a 08:46 | link | commenti (3) |


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