a cul di cagone non manco' mai merda - f.rabelais

was soll ich denn aber in africa als frau, als frau wenn der schwarze mann die schwarze frau kastriert?
nina hagen
che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani?
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neve e altre stranezze madrilene
a madrid stamattina nevica.
non so piú quale canale televisivo ha affittato il balcone di un appartamento prospiciente la cattedrale dell'almudena, dove a giugno si sposerá il bel principe delle asturie (felipe de bourbon, il figlio del re) con la bella giornalista bourgeoise (scandalo!) e divorziata (scandalo!) letizia ortiz, detta "la leti" - diminutivo che curiosamente condivide con la seconda squadra di calcio della cittá, l'atletico madrid. costo dell'affitto del balcone per un giorno: die' milione' de pelas, come ancora si dice qui riferendosi alle pesetas, ossia sessantamila euro.
undici anni
stiamo insieme da undici anni e un giorno. siccome vabbé che siamo sentimentali ma non bisogna esagerare, si festeggia nel seguente modo: io a madrid, lui a salvador de bahia.
pillole di campagna elettorale spagnola/6: l'eta scende in campo, il p.p. ringrazia
é la seconda puntata della pillola numero cinque: un paio di settimane dopo lo scoppio dello scandalo sull'incontro tra il capo del governo autonomo catalano e esponenti dell'eta, l'eta lancia un video comunicato (con la consueta imagerie di bandiere basche e passamontagna) in cui annuncia una tregua nelle cosiddette "operazioni militari" dell'eta in catalogna. ovviamente il p.p. ne approfitta per strillare contro la sinistra (che in catalogna é al governo) che negozia con l'eta, e contro i nazionalisti che stanno minando l'unitá spagnola. e ovviamente ha un'impennata nei sondaggi. naturalmente esultano tutti quelli che, per ragioni diversissime ma convergenti, sono per il mantenimento dello status quo (ossia il p.p. da un lato e l'eta dall'altro).
questo é solo l'esempio piú eclatante di come questa campagna elettorale, altrimenti totalmente scialba e combattuta tra due candidati pressoché indistinguibili nella loro acritica adesione a tutti i dogmi del pensiero unico neo-liberale, parla ossessivamente di un unico argomento: le relazioni tra la spagna come entitá politica unitaria e le comunitá autonome, o, detto altrimenti, di spagnolisti (il p.p.), autonomisti (il p.s.o.e. entro certi limiti, alcuni partiti "etnici") e indipendentisti (l'eta innanzi tutto, e qualche partito "etnico" minore).
storia e memoria
alcune considerazioni sulla deprimente, italicissima vicenda dell'istitutzione di una giornata per ricordare le vittime delle foibe.
considerazione generalissima: con tutto il rispetto per quei morti e senza voler in nessun modo sminuire le colpe dei loro assassini, mi pare che venga totalmente messo sotto silenzio un aspetto fondamentale: la vicenda delle foibe é stata innescata dall'invasione nazi-fascista della jugoslavia e dalla barbara condotta delle forze di occupazione.
considerazione metodologica: perché una giornata della memoria invece che una giornata della storia? forse perché cosí si gioca sull'emotivitá invece che sulla riflessione, forse perché cosí la storia continua a essere utilizzata come un supermercato in cui ciascuno puó prendersi ció che gli serve per la sua campagna elettorale o ideologica del momento.
considerazione tecnica: puó darsi che venti o trenta anni fa sulla triste vicenda delle foibe ci fosse rimozione a livello di coscienza nazionale, ma continuare oggi a strepitare di una congiura del silenzio, quando negli ultimi quindici anni quel poco di divulgazione storica che si fa in italia non ha praticamente parlato d'altro, mi pare a dir poco strumentale e pretestuoso, specie se viene da fonti tanto vicine a chi da un decennio controlla gran parte dell'informazione e dell'editoria italiana...
elettrochoc
sabato sera ho conosciuto un neurologo genovese, persona interessante, piacevole e politicamente molto corretta. a un certo punto si inizia a parlare di elettrochoc, ed é a quel punto che il ragazzo inizia a minare tutte le mie certezze. ammette sinceramente che non si sa perché l'elettrochoc funzioni, e ammette anche che non sempre funziona, peró dice di averne constatato di persona l'efficacia in casi di catatonia in cui il paziente non reagiva a nessun altro tipo di stimolo e in altri casi di pazienti che prima dell'elettrochoc erano costretti a terapie devastanti di sessanta pastiglie al giorno. mi dice che ora é obbligatorio praticarlo in anestesia totale, quindi il paziente non soffre. mi dice anche, e qui suppongo stia il cuore del problema, che trattandosi di una terapia che si utilizza come extrema ratio soprattutto con pazienti catatonici, il tema del consenso del paziente non ha molto senso.
mi dice anche che si sta riprendendo a utilizzare la lobotomia, anche se in forme molto piú ridotte e circoscritte che in passato.
un paio di settimane molto intense
sono venuti degli amici a trovarmi dall'italia, sono stato tre giorni rinchiuso in un monastero del sedicesimo secolo nel mezzo del nulla dell'estremadura per una riunione di lavoro, sono stato a barcellona per una festa, sono stato a camogli, a como al compleanno di mio nipote, e persino per qualche ora a milano. e ora sono totalmente sfatto.
tutto molto veloce
sono connesso in rete utilizzando la nuova connessione umts. sull'argomento si é parlato decisamente troppo, peró la connessione é davvero veloce.
prima o poi succede a tutti
nella vita di un impiegato piccolo borghese arriva sempre il momento di far sapere al mondo che persona miserrima é il proprio capo. oggi é il mio turno.
le sale riunioni della mia azienda hanno nomi di regioni spagnole. tutte. tranne una, quella di fianco all'ufficio del mio capo, che si chiama golf, dato che al mio capo piace il golf.
gli staff meeting settimanali del mio capo si chiamano "riunioni delle buone notizie". perché? ovvio, perché non é consentito raccontare cattive notizie al mio capo: "siete pagati per risolvere problemi, non per raccontarli al vostro capo." semplice, no? se per sbaglio a qualcuno capita di esporre una problema, il mio capo senza lasciarlo finire si mette a parlare d'altro e gli altri presenti si mettono a ridere.
a primavera dello scorso anno la multinazionale per cui lavoro ha lanciato un sondaggio sulla soddisfazione dei dipendenti del gruppo. il mio capo ha stabilito una soglia minima di soddisfazione "accettabile" e ha cacciato tutti coloro che stavano al di sotto di quella soglia.
il mio capo parla di se in prima persona plurale.
ovviamente le cose piú (dis)gustose non le posso raccontare perché non sarebbero comprensibili. la mia preferita resta comunuqe la capa di una mia amica, che pretendeva un mazzo di fiori freschi nel suo ufficio ogni giorno, inclusi i giorni in cui lei era fuori.
il museo dei luoghi comuni alla moda negli anni novanta
ho giá parlato dell'orrore che suscita in me il guggenheim di bilbao, orrore estetico / ideologico (l'arte contemporanea trasformata in luna park e museificata nello stesso momento in cui nasce, ossia trasformata da oggetto artistico in oggetto di consumo, una specie di viaggio a ritroso nell'estetica di andy warhol) e orrore architettonico (un retorico monumento a se stesso, che unisce il massimo dell'ingombro urbano e del costo di costruzione e manutenzione, con un livello di fruibilitá infimo rispetto alla superficie occupata, il tutto infarcito da dettagli progettuali degni di un geometra della valsassina) unito a un po' di orrore snobistico (il set ideale per farci pattinare sopra una tettona australiana in una reclame di una nota compagnia di telefonia mobile).
la cosa curiosa é che in questo colossale luogo comune "alla moda degli anni novanta" che é il guggenheim bilbao, in questo momento c'é una specie di mostra-manifesto dei luoghi comuni alla moda degli anni novanta, ossia una serie di prodotti artistici di consumo, patinati e totalmente superficiali, che hanno fatto furore per una breve stagione e che oggi hanno giá il sapore stantio di tutta l'estetica modaiola del decennio scorso (un po come mtv, i tatuaggi, il piercing, le insipide musichette etnic-rilassanti alla buddhabarcafecostescafedelmar, le scarpe puma e chi piu ne ha piu ne metta): sto parlando per esempio di mariko mori, del sopravvalutatissimo matthew barney (impossibile resistere a piú di cinque minuti delle quindici ore del presuntuosissimo "cremaster"), e di vari altri (nel catalogo della mostra bilbaina mancava solo l'indigeribile, inutilissima orlan).
uniche, parziali eccezioni: la svizzera pipilotti riest e il tedesco dell'est andreas gurski - gli unici che a volte avevano / hanno davvero qualcosa da dire.
un po' di fine settimana
barcellona tre settimane fa
lisbona (con m. di milano e m.di madrid) due settimane fa
madrid (con g. che mi é venuta a trovare) una settimana fa
bilbao e san sebastian (con il mio compagno, c.di bilbao e o. di san sebastian) quest'ultimo fine settimana
madrid (con s.e m. di milano e una parte della banda di capodanno ad almeria) il prossimo
malacarne in hai diritto alla con...
utente anonimo in hai diritto alla con...
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