a cul di cagone non manco' mai merda - f.rabelais

was soll ich denn aber in africa als frau, als frau wenn der schwarze mann die schwarze frau kastriert?
nina hagen
che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani?
aldo busi
babsi jones
cadavrexquis
carnefresca
exteban
festen
lavitaistruzioniperluso
lefty333
livingstone
mediometraggio
mio fratello
monsieurdosto
olona
roquentin
underworld
village
zoobabele
» persepolis - m.satrapi | v.paronnaud
» non è un paese per vecchi - e. e j. cohen
» joe strummer: the future is unwritten - j.temple
» il petroliere - p.t.anderson
» il vento fa il suo giro - g.diritti
» signorinaeffe - w.labate
» nella valle di elah - p.haggis
» cous cous - a.kechiche
» leoni per agnelli - r.redford
» irina palm - s.garbarski
» la virgen de los sicarios - b.schroeder
» my architect - n.kahn
i film del 2007
i film del 2006
i film del 2005
i film del 2004
un (altro) luogo comune alla moda
uno dei dogmi del pensiero unico é che la concorrenza fornisce merci e servizi di migliore qualitá a prezzi piú bassi per il consumatore finale.
non voglio addentrarmi in un discorso sul fatto che il rovescio della medaglia dei prezzi piú bassi é fatto di salari piú bassi e quindi in ultima analisi di capacitá di spesa immutata quando non diminuita: questo é un discorso economico che posso intuire ma non saprei condurre rigorosamente.
quello che certamente sono in grado di sostenere é un discorso sulla qualitá dei prodotti e servizi erogati; che i prodotti facciano piú schifo oggi di dieci o vent'anni fa é un senso comune di qualunque massaia ("certo, se facessero ancora delle lavatrici robuste come quelle di vent'anni fa, oggi a chi le venderebbero le lavatrici nuove?") e c'entra molto anche con il fatto che oggi é molto piú facile sostituire che riparare e non credo ci sia proprio nulla di "naturale" in questo, mi pare qualcosa di assolutamente indotto; persino tecnologie recentissime come il pc stanno subendo un progresso degenerativo inarrestabile (non ricordo che il mio primo portatile, un toshiba del novantuno, si sia mai "piantato", ognuno dei successivo é stato peggiore del precedente - e non mi si venga a raccontare che é tutta colpa di microsoft: sicuramente lo é, ma solo in parte, e bill gates non é satana).
il fenomeno é ancora piú evidente nel meraviglioso mondo dei servizi, almeno per quelli che come me ci lavorano: obiettivo di una buona fetta del personale di un'azienda é quello di aumentare "l'efficienza e l'efficacia": questo tradotto in altri termini significa idealmente offrire la stessa cosa spendendo meno soldi dell'azienda, il che di solito si converte in risparmiare qualcosa sulla pelle del cliente ("non é che chi chiama il call centre si accorge se abbassiamo la percentuale di chiamate risposte entro trenta secondi dal novanta all'ottantacinque percento"), e poco alla volta questo leggero, costante peggioramento del servizio si converte in qualcosa che il cliente inizia a percepire; é a questo punto che interviene il marketing, che si inventa cose che di solito si chiamano con nomi come premium o platinum, che consistono nel far pagare al cliente un livello di servizio migliore ("per soli quattro euro in piú al mese potrai accedere a servizi esclusivi come un call centre dedicato"), lo stesso che solo pochi anni prima faceva parte del servizio "standard".
ovviamente le ricette che si possono ottenere combinando le tre variabili costo del servizio, qualitá erogata e prezzo pagato dal cliente sono infinite, tuttavia nella mia esperienza non ce n'é una che non sia a danno del cliente.
il freddo é cool?
a parigi lo scorso novembre, nel cuor della notte un delirio di ragazzine con ombelico di fuori e infradito. a madrid in questi giorni ragazzini in maglietta a maniche corte. che dire? se mi azzardassi a farlo io (non che desideri farlo, beninteso), la diarrea mi ucciderebbe all'istante!
questione morale
un tempo era una questione tra berlinguer e la dc (e i suoi satelliti, chi si ricorda del psdi?), oggi tra ricci e bonolis, due tra i piú spudorati opportunisti (per non dire di peggio) fra i tanti che ammorbano il bel paese
pillole di campagna elettorale spagnola/3
anche qui il partito al governo ha adottato la ripugnante abitudine di farsi campagna elettorale occulta, e soprattutto gratuita, attraverso campagne stampa o tv o affissioni con cui i diversi ministeri pubblicizzano tutte le meravigliose iniziative di interesse comune adottate negli ultimi anni.
pillole di campagna elettorale spagnola/4
a suo tempo il pp ha riformato il sistema di allocazione dei fondi alle comunitá autonome (equivalenti piú o meno alle nostre regioni), introducendo una serie di regole bizantine e arbitrarie che generano ricorsi che si trascinano per anni e anni. in andalusia, tradizionale feudo socialista in cui a marzo oltre che le elezioni generali si terranno anche le autonomiche, é in corso una di queste vertenze da piú di tre anni, e sono in ballo parecchi milioni di euro.
la campagna elettorale del pp andaluso é basata principalmente sull'affermazione, esplicita e peraltro confermata dal ministro delle finanze: i soldi arrivano solo se in andalucia vince il pp.
goretti e altre marie
tutti sanno che le donne spagnole si chiamano maria, quello che non tutti sanno é che anche quelle che non si chiamano maria, si chiamano comunque con nomi di madonne, che tra l'altro spesso indicano la cittá di provenienza della famiglia: pilar da saragozza, mar da almeria, almudena da madrid, rocio da huelva, montserrat dalla catalogna, fino alle piú esotiche amparo, carmen, guadalupe, dolores e addirittura cruz, lagrimas e transito!
in ogni caso la piú estremista che ho conosciuto é una mia collega che si chiama goretti, che pur non essendo una madonna é sicuramente una vergine.
politicamente corretto/1
ieri sera in una stazione del metro ho visto un cartellone che fa parte di una campagna dell'assessorato agli affari sociali della comunitá di madrid contro i giocattoli sessisti.
politicamente corretto/2
ieri un tribunale di barcellona ha condannato a quindici mesi di carcere l'imam di fuengirola per aver pubblicato un libro, "la donna nell'islam", che si presenta come un'esegesi dei passi del corano riguardanti le donne, e che di fatto é un agile manualetto che spiega quando e soprattutto come picchiare una donna, con profusione di utili consigli per farlo senza lasciare segni.
politicamente corretto/3
le figaro di qualche giorno fa si lamentava, attraverso un sapido articolone di una pagina intera, del fatto che é diventato impossibile pubblicare qualsiasi tipo di critica contro l'islam senza essere tacciati di razzismo.
politicamente corretto/4
in una qualche omelia natalizia l'arcivescovo di madrid si é scagliato contro le unioni civili tra persone dello stesso sesso. niente di nuovo sotto il sole, se non fosse che l'argomento non era il solito ciarpame moraleggiante, ma il seguente, involuto ragionamento: il riconoscimento delle coppie omosessuali viola il principio solidaristico su cui si basa il sistema pensionistico spagnolo, in quanto genera una schiera di nuovi aventi diritto a pensioni di reversibilitá, che peró, essendo ricchioni, non sono in grado di generare nuovi contribuenti al sistema pensionistico stesso.
pillole di campagna elettorale spagnola/2 (politicamente corretto/5)
sembra che mariano rajoy, candidato della destra alla presidenza del governo, si sia pubblicamente impegnato, in caso di elezione, a riconoscere le unioni civili, incluse quelle omosessuali.
politicamente corretto/6: una riflessione
da circa tre anni a questa parte la stampa "intellifrivola" italiana ha lanciato una piccola campagna contra la presunta dittatura del "politicamente corretto": anche se difficilmente sostenibile su un piano strettamente ideologico, potrebbe persino essere un'interessante provocazione intellettuale, e probabilmente in certi paesi lo é davvero. ma in italia, dove molta televisione, molto cinema, molti giornali, molte/i compagn@ di banco in ufficio e intere formazioni politiche non campano d'altro che di battutine sui froci, sulla segretaria troia, su questo che "ha due coglioni cosí" e su quello che "é un rottinculo", gesú, ci vuole un bel coraggio a parlare di dittatura del politicamente corretto!
pillole di campagna elettorale spagnola/1. si stava meglio quando si stava peggio
la fatidica data é stata fissata: si tratta del 14 marzo. in questi due mesi mi riprometto di fissare qui qualche istantanea di questa festicciuola della democrazia parlamentare.
domenica il candidato a capo del governo del partito socialista ha dichiarato che il primo punto del suo programma economico é quello di frenare l'interventismo statale che ha caratterizzato la politica economica degli otto anni del governo di destra.
commovente
domani l'amministratore delegato della multinazionale presso la quale lavoro - o per lo meno il cui accesso a internet utilizzo per scrivere su questo blog -, verrá a visitare la mia sede; non si tratta del capo della filiale spagnola ma proprio del capo di tutto il mondo.
sto vedendo cose che mai mi sarei aspettato, al di la di qualsiasi possibile ironia: per esempio é dalle nove di mattina che girano decine di persone di servizio lavando qualsiasi cosa, inclusi i muri! un collega che era in malattia fasulla da quattro mesi é ricomparso tirato a lucido come se domani fosse il giorno del suo matrimonio. il mio capo a un certo punto si é domandato ansiosamente se l'imperatore fuma, e da lí una serie interminabile di chiamate ai quattro angoli del globo per scoprirlo: no, non fuma, quindi domani nessuno sará autorizzato a fumare, neppure nell'apposita narco-sala. rigorosamente contingentati, ça va sans dire, anche gli accessi alla macchinetta del caffé. i pannelli elettronici con i dati in tempo reale sull'attivitá dei call centre dell'azienda, che sollecitavo inutilmente dal mio arrivo in spagna piú di nove mesi fa, sono misteriosamente apparsi stamattina, lussuosi, colorati come la bandiera giamaicana e addirittura funzionanti.
arriverá con la papamobile? di sicuro c'é solo che il suo jet non atterra all'aeroporto civile ma nella base militare di torrejon de ardoz. in ogni caso, poiché dopo la visita di rito ci sará un'adunata oceanica, é da novembre che il dipartimento "comunicazione interna" ci sta martellando i maroni perché partecipiamo in massa; la procedura prevede che gli aspiranti a tanto privilegio inviino per posta elettronica una domanda da porre all'imperatore, i proponenti le cinquecento domande piú intelligenti (intelligenti!) saranno invitati a partecipare all'happening. risultato: si sono iscritti in meno di cento, cosí gli altri quattrocento e rotti sono stati precettati. immagino che prima di entrare qualcuno controllerá che abbiamo il collo e le orecchie pulite.
a proposito di sartine
sono venti anni che ci sentiamo ripetere ossessivamente che la moda é una forma d'arte, tanto che quella che nei primi anni ottanta sembrava semplicemente un'idiozia oggi é senso comune. ma allora perché non c'é sartina rampante (da giorgio armani ad alexander mcqueen passando per tom ford) che prima o poi (prima, di solito) non rilasci un'intervista in cui dice "la moda per me é solo un punto di partenza, in realtá voglio allargare i miei orizzonti ad altre forme espressive", come se avesse in fondo al suo cuoricino il complesso della "figlia di un dio minore"
things to do in madrid when it's los reyes
la festa vera in spagna, quella in cui si danno i regali ai bambini, quella che tutti aspettano per davvero, con gioia o con orrore, non é natale ma l'epifania, che qui si chiama dia de los reyes.
inizia tutto il pomeriggio del cinque con la cabalgata de los reyes, ossia il corteo dei magi con contorno di cammelli, nani, ballerine, fuochi d'artificio e quant'altro: un tripudio per i piú piccoli. la sera si magna (io nello specifico a casa della mia amica f.) e poi liberi tutti (i locali sono strapieni fino all'alba e anche oltre). il giorno dell'epifania scambio di doni - i bambini li trovano come se glieli avessero lasciati magi, presso gli adulti molto popolare "el amigo invisible", non so se ha un nome in italiano comunque il concetto é "ognuno porta un regalo e si fa un sorteggio" - e poi di nuovo a mangiare: il grande classico é il roscon de los reyes, un insipido ciambellone la cui caratteristica principale é quella di racchiudere nell'impasto un animaletto di plastica e una fava: chi trova l'animaletto avrá fortuna tutto l'anno, chi trova la fava paga il roscon. poi di nuovo liberi tutti (io ho visto "hanna k.", un film dell'ottantatre di costa-gavras, e "lejanos", un insopportabile polpettone esistenzialista turco), almeno fino all'ora del sorteggio della lotteria del niño in cui la spagna intera per dieci minuti si ferma col fiato sospeso: le due lotterie di natale e dell'epifania sono infatti una specie di buffa ossessione nazionale a cui é impossibile sottrarsi.
malacarne in hai diritto alla con...
utente anonimo in hai diritto alla con...
oggi
aprile 2008
gennaio 2008
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003
giugno 2003
maggio 2003
aprile 2003
marzo 2003
febbraio 2003
» d.kehlmann - è tutta una finzione
» s.de beauvoir - il secondo sesso
» s.de beauvoir - les belles images
» d.trumbo - e johnny prese il fucile
» l.cojazzi - alluminio
» h.cano - circo de invierno
» g.gospodinov - romanzo naturale
» h.klimko-dobrzaniecki - la casa di rosa
» j.c.llop - el mensajero de argel
» h.cano - jazz y alaska en la misma frase
» i.zaldua - porvenir
» m.bellatin - flores
» m.bellatin - lecciones para unaliebre muerta
» breece d'j pancake - trilobiti
» u.timm - l'amico e lo straniero
» o.escobar giraldo - saide
» s.satta - il giorno del giudizio
» c.hein - nella sua infanzia, un giardino
» j.hein - il signor jensen getta la spugna
» r.menendez - las bestias
» e.tizon - labia
» j.j.armas marcelo - madrid, distrito federal
i libri del 2007
i libri del 2006
i libri del 2005
i libri apr 03 - dic 04