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a cul di cagone non manco' mai merda - f.rabelais

pensierini

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was soll ich denn aber in africa als frau, als frau wenn der schwarze mann die schwarze frau kastriert?
nina hagen

che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani?
aldo busi

martedì, 30 dicembre 2003
vacanze romane, vaca...

vacanze romane, vacanze andaluse

ho visto "vacanze romane" l´antivigilia di natale, con una cinquantina d'anni di ritardo sul resto del mondo: mi sono commosso per molte cose, prima fra tutte la bellezza strepitosa di gregory peck.

sono in andalusia con m. dalla vigilia di natale, un paio di giorni in un delizioso hotel 'con encanto' a cordoba, un giorno a siviglia, un giorno osservando uccelli nel meraviglioso parco nazionale di doñana, una zona paludosa dove il fiume guadalquivir si getta nell'oceano atlantico. poi di corsa dall'altro capo dell'andalusia (che é larga seicento chilometri!), fino al capo de gata, in provincia di almeria, dove con una compagnia numerosa e strampalata abbiamo affittato un grosso appartamento in riva al mare in un minuscolo paesino deserto. per ora tutto molto divertente.

Postato da: underworld a 22:20 | link | commenti (4) |

martedì, 23 dicembre 2003
jackie brown é il t...

jackie brown

é il terzo (credo) film di quentin tarantino, l´ho visto ieri sera e mi é parso un ottimo film, meno caleidoscopico ma anche piú interessante e meno superficiale del sopravvalutatissimo "pulp fiction", la storia é un tantinello debole e incasinata, ma il risultato finale non ha nulla da invidiare a "le iene", soprattutto grazie a pam grier (perché diavolo non é una gay icon? se penso che kylie minogue si e lei no, mi viene un attacco di omofobia istantaneo...)

Postato da: underworld a 13:59 | link | commenti (5) |

lunedì, 22 dicembre 2003
ancora nouvelle vagu...

ancora nouvelle vague

oggi ho visto "i quattrocento colpi" di truffaut che mi ha abbastanza riconciliato con un autore che non ho mai amato molto: é un film strano, con un andamento narrativo sommesso, una recitazione straordinariamente anti-drammatica, molta autobiografia (truffaut era figlio di padre sconosciuto e di madre abbastanza distaccata da lui, poprio come antoine doinel-jean pierre leaud). é lontanissimo tanto dal glam di godard, che dalle atmosfere glaciali di resnais, e tutto sommato l'adolescenza raccontata qui suona molto piú sincera della gioventú poseur di "jules et jim". incidentalmente quando ha girato "i quattrocento colpi" truffaut aveva ventisette anni.

Postato da: underworld a 22:54 | link | commenti (1) |

ah, ma é un can...

ah, ma Ã© un canto brasilero

io non ti voglio più vedere
mi fai tanto male con quel sorriso professionale
sopra a un cartellone di sei metri
od attaccata sopra a tutti i vetri.
non ti voglio più vedere cara
mentre sorseggi un'aranciata amara
con l'espressione estasiata
di chi ha raggiunto finalmente un traguardo nella vita

io non ti voglio più vedere sul muro davanti ad un bucato
dove qualcuno c'ha disegnato pornografia a buon mercato
oh no non ti voglio vedere intanto che cucini gli spaghetti
con pomodoro "peso verità tre etti"
mentre un imbecille entrando dalla porta
grida un evviva con la bocca aperta
col dentifricio "pure trasparente"
dove ti fanno dire che illumina la mente
e mentre indossi un "super super super reggiseno
per casalinga tutta-veleno".
e mentre parli insieme a una semplice comparsa
vestito da dottore, che brutta farsa!
ti fanno alimentare l'ignoranza
fingendo di servirsi della scienza! oh no!

ah ma è un canto brasileiro  ah ma è un canto brasileiro
ah ma è un canto brasileiro  ah ma è un canto brasileiro

eppure non sei meno bella in casa senza cerone
non voglio dire che sei una rosa sarei un trombone
ma ti vorrei vedere qualche volta in bikini
senza sfondi di isole lontane e restare un po' vicini
io ti vorrei vedere mentre cogli l'insalata dell'orto
che vorrei avere coltivato prima di essere morto
oh no! anche se guadagni centomila lire al giorno
non ti puoi scordare che la vita è andata e ritorno
oh no, no oh no

non ti voglio vedere vendere i giorni e le sere
ti capirò se un altro uomo un giorno vorrai
ma consumare la tua vita così non puoi.
non puoi partecipare a quella storia
dove racconti che la benzina quasi, quasi, 
quasi purifica l'aria
sarà al mentolo l'ultima scoria!
fotografata insieme a dei bambini
che affidi al fosforo dei formaggini!

ah ma è un canto brasileiro  ah ma è un canto brasileiro
ah ma è un canto brasileiro  ah ma è un canto brasileiro

(da "il nostro caro angelo", battisti-mogol, 1973)







































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antisemitismo? mi s...

antisemitismo?

mi sembra di capire che i media italiani nelle ultime settimane abbiano partorito un altra delle loro mefitiche veritá apodittiche: "certa sinistra é antisemita".

dimostrazioni? nessuna, del resto perché disturbarsi a dimostrare qualcosa quando per farla metabolizzare ai piú é sufficiente ripeterla ossessivamente? come spesso accade, la chiave semantica di questa architettura del nulla é la paroletta "certa": chi parla se ne serve per darsi un tono da persona intelligente e analitica ("solo certa sinistra, mica faccio di ogni erba un fascio") e al contempo per allontanare da sé qualunque tentativo di discussione sulla veritá apodittica ("non sto parlando di te, ma certi altri, si sa..."), mentre per chi ascolta la ruffianissima paroletta rinvia sine die la verifica della veritá in questione ("nemmeno questa sinistra é antisemita, peró da qualche parte ci sará pure questa benedetta sinistra antisemita...").

il risultato é che la destra italiana sente di aver purgato le sue colpe storiche e ora all'infinita lista dei mali e delle colpe della sinistra si é aggiunto anche l'antisemitismo, da utilizzare come una clava per troncare ogni tipo di discussione sui contenuti politici ("tu o qualcuno dei tuoi é antisemita, di questo non hai il diritto di parlare").

in versione piú cialtrona, mi ricorda un po' il linciaggio a cui fu sottoposta christa wolf nei primi anni novanta ("sei comunista, non puoi parlare della situazione politica nella ddr", e chi se ne frega se christa wolf é stata tra quelli che il governo della ddr ha spiato, intimidito, censurato).

Postato da: underworld a 14:47 | link | commenti (1) |

domenica, 21 dicembre 2003
sará che arriva nata...

sará che arriva natale?

do un'occhiata ai referrer di dicembre (sono a letto con l'influenza...), e invece delle consuete zozzerie che ti trovo? "cosa regalare alla propria ragazza per natale", "descrizioni personaggi di cristo si è fermato ad eboli" (a eboli, non ad eboli, gesú, questa mania di aggiungere la d efelchistica quando non serve!), "il piccolo principe tradotto in geneovese", "inno dominicano" e "lilli gruber quanto guadagna". piuttosto gettonate anche le nozze del principe felipe

alla fine trovo un curioso "dove si scopa a verona?": ho sempre pensato che i veronesi siano persone bizzarre, ma chi piú chi meno scoperanno come gli altri, nel letto o appoggiati al tavolo della cucina o in macchina, non é che potranno scopare, che so, nella savana o sulle scale mobili della upim...

ultimora: proprio mentre scrivevo é comparso un "sesso armeno". mah...

Postato da: underworld a 22:02 | link | commenti (3) |

blood simple credo ...

blood simple

credo che sia il primo film dei fratelli cohen, l'ho visto ieri ma é del 1983, brillantissimo inizio di una parabola culminata con il meraviglioso "fargo" e lo spassosissimo "grande lebowsky", malinconicamente terminata con l'inutile "fratello dove sei" e il noiosissimo "l'uomo che non c'era" (vette di autoreferenzialitá e di mancanza di autoironia mai raggiunte nemmeno da wim wenders). mi sono astenuto dall'ultimo "crudeltá intollerabile" (in italia credo sia uscito con un titolo che non c'entra nulla, come spesso accade).

Postato da: underworld a 19:38 | link | commenti (4) |

venerdì, 19 dicembre 2003
s/m ieri sera ho pa...

s/m

ieri sera ho passato un po di tempo in un locale leather e sadomaso che sta sotto casa mia. il posto é esattamente come deve essere: piccolo, spoglio, pavimento soffitto e muri neri, un paio di video che trasmettono film porno degli infiniti sottogeneri che piacciono in questo tipo di ambienti (fisting, pissing, spanking e non so quanti altri -ing), poche lampadine rosse, una serie di inferriate separano la zona bar da una piccola area dove succedono le cose. uniche eccentricitá, ma non troppo: una bizzarra foto di un tizio con una maschera antigas che trasporta su una carriola un ragazzo nudo e una serie di stivali sparsi per il locale, appoggiati in giro, appesi ai muri e al soffitto. il posto era abbastanza pieno di gente: giovanottoni muscoluti, baffuti, con le capocce rasate e gli scarponi (inciso: non avendo io nessuna di queste caratteristiche, fortunatamente nessuno é sembrato interessarsi a me). nella zona riservata ai giochi, le "solite" cose: lacci per legarsi ai muri, una specie di amica di cuoio nero, ragazzi leccando gli stivali ad altri ragazzi, gente che si bacia, gente che si tocca, il tutto abbastanza buio ma molto meno che nelle dark room dei locali gay "generalisti".

e qui sta il punto: la cosa che mi stupisce sempre di questo tipo di ambienti é che l'atmosfera é fortissimamente allusiva al sesso, ma il sesso in sé, almeno come lo si intende di solito, non arriva (quasi) mai: le persone, sia in carne e ossa che nei film, si leccano, si fanno pisciare addosso, picchiano, si fanno infilare pugni nel culo, si fanno mettere le mollette sui capezzoli. ma non scopano, e quasi non si spompinano, i cazzi che si vedono nei film magari sono enormi ma quasi sempre sono mezzi mosci.

Postato da: underworld a 16:18 | link | commenti (4) |

eterogenesi dei fini...

eterogenesi dei fini

é curioso come una concetto nato con intenzioni lodevoli come il consumerismo (dalle associazioni di consumatori a trasmissioni televisive tipo "mi manda lubrano"), si sia convertito in reletivamente poco tempo in una formidabile macchina ideologica al servizio dei soliti noti: di volta in volta strumento di guerra tra poveri (consumatori contro lavoratori, vedi l'esposto presentato dal codacons contro i conducenti dell'atm per lo sciopero di tre settimane fa) o legittimazione della vulgata che vede qualsiasi pubblico dipendente come un neghittoso parassita sociale: ogni volta che vado in un ufficio postale rimango allibito a vedere come qualsiasi stronzo si permette di trattare gli impiegati dall'altra parte dello sportello - sicuro che ce ne sono di fancazzisti, ma di qui alla favoletta del "i servizi pubblici dovrebbero essere gestiti come un'impresa privata", be, gesú, ma dove lavora questa gente? nella mia azienda - una delle cinque o sei piú redditizie del mondo - almeno il venti per cento degli impiegati non fa assolutamente nulla di utile e, ció che é peggio, siccome deve fare finta di fare qualcosa, si dedica a cercare il pelo nell'uovo di quelli che lavorano almeno un po'- sinceramente preferisco l'ostentato fancazzismo di certi impiegati pubblici, che almeno non rompono i coglioni al prossimo...

Postato da: underworld a 15:51 | link | commenti (5) |

un film che piace ai...

un film che piace ai giovani

ieri sera ho visto fight club, é ben fatto e pieno di trovate carine e, almeno la prima ora, molto spiritoso, peró complessivamente é presuntuosissimo e alla fin fine cretino (per non dire fascista).

Postato da: underworld a 11:28 | link | commenti (10) |

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