a cul di cagone non manco' mai merda - f.rabelais

was soll ich denn aber in africa als frau, als frau wenn der schwarze mann die schwarze frau kastriert?
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cosa ci metto in questo bel museo d'arte contemporanea?
il mondo occidentale negli ultimi dieci-quindici anni si é riempito di musei d'arte contemporanea che, con pochissime e molto provvisorie eccezioni, espongono esattamente i medesimi autori. a questo proposito accennavo mesi fa a una polemica in atto in germania sull'apertura di tre musei, peraltro di eccellente livello, peró tacciati di essere pure variazioni su un medesimo tema.
la risposta banale e presuntuosetta é: museo d'arte contemporanea é un ossimoro, la contemporaneitá asfissia dentro un museo.
la risposta corretta ma insoddisfacente é: il museo é uno strumento di democratizzazione della fruizione dell'opera d'arte, un jackson pollock e un gerard richter in ogni cittá con piú di settecentomila abitanti sono di per sé un'ottima cosa.
e via di seguito.
la mia risposta preferita é: il museo d'arte contemporanea é un pezzo del territorio in cui si trova. tutto bene finché parliamo della sontuosa collezione di arte povera e affini del castello di rivoli a torino.
stamattina peró ho visitato la sezione contemporanea della fondazione gulbenkian a lisbona, che espone praticamente solo artisti portoghesi: un vero orrore! allora non so piú cosa pensare: meglio i soliti warhol-rauschenberg-merz-sol lewitt o meglio i loro epigoni portoghesi?
conclusione deprimente: in portogallo facciano un po' quel cazzo che vogliono, tanto l'arte contemporanea resta un giochetto di statunitensi, tedeschi, italiani e qualche inglese...
arrivi e partenze, calenturas
tornato da una strampalata trasferta a barcellona (per lavoro) e a maiorca (per svago; una sera in un ristorante mi hanno dato il tavolo a fianco della racchia figlia del re, una vera emozione). un po' per stanchezza, un po' per troppo sole senza protezione, mi sono comparsi una serie di herpes (calenturas in castigliano) mostruosi sul labbro inferiore e sul mento, la mia faccia sembra una pizza capricciosa.
mercoledí é arrivato qui massimiliano, e oggi arriveranno a. e g., domattina si parte per il portogallo. doveva esserci pure m. ma un casino sul lavoro e soprattutto un superego troppo ingombrante l'hanno costretta a rinunciare alle vacanze.
ancora sui peli (more of the same), e qualcosa anche contro il vaticano e il governo italiano...
ieri parlando di gay machificati e etero gayficati cercavo di dire una sola cosa: mi capita a volte (raramente in realtá: la mamma capisce il figlio muto) di scambiare un gay per etero, il contrario solo dieci anni fa sarebbe stato assolutamente impensabile, mentre ora mi sta capitando sempre piú spesso.
ovviamente questa é una considerazione puramente estetica, relativa all'aspetto esteriore, e non implica nessun tipo di valorazione a livello etico o tantomeno morale: il fatto che ci siano degli etero che sembrano gay non é di per sé negativo (ovviamente! e mi spiace se qualcuno mi ha frainteso e ha voluto rassicurarmi sul fatto che la depilazione non comporta perdita di mascolinitá...) ma nemmeno positivo visto che non implica, almeno in italia, nessun maggior livello di accettazione sociale dell'omosessualitá: lo dimostrano le allucinanti polemiche di questi giorni sul documento vaticano contro le unioni civili tra coppie gay e il silenzio assordante sull'ancor piú allucinante decreto legislativo per la "parità" di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro: non riesco a essere cosí ottimista da considerare i due testi come estremo tentativo di una destra in crisi di riguadagnare controllo su un'opinione pubblica che sta andando in un'altra direzione, certo ci sará anche un po' di questo, peró resta il fatto che in italia é ancora legittimo dibattere se una coppia gay abbia la medesima dignitá di una coppia etero.
concludo segnalando che adesso che anche íl piú provinciale degli etero si é convertito al nuovo credo della depilazione, i soliti manipolatori dell'immaginario stanno rilanciando alla grande il pelo: ovviamente la campagna é partita dal mondo gay, sulle riviste gay piú patinate e nelle disco gay piú modaiole e gli etero se ne accorgeranno solo tra cinque anni (lo so, lo so, la campagna dell'autunno scorso del profumo lacoste pour homme é uscita su tutti i giornali, non solo su quelli gay, ma c'é un solo etero che la abbia notata e c'é un solo gay che non la abbia notata?).
gay machificati, etero gayficati
sdraiato su uno scoglio, in una splendida caletta nudista nel sud ovest di maiorca osservavo ieri le persone che mi circondavano: il consueto esercito di gay ipermuscolari-ipertatuati-iperbucherellati (nel senso di orecchini alle orecchie al naso ai capezzoli all´ombelico alla minchia), in una noiosa caricatura di un ideale di virilitá da film porno etero (ma gesú, quello é lavoro! e per giunta il viagra ha anche spazzato via l´unica categoria professionalmente dignitosa di quel mondo, ossia le ragazze preparatrici).
fin qui niente di nuovo, quello che mi ha davvero stupito é vedere quanti etero si stanno adeguando a questo poco attraente stereotipo: padri di famiglia tedeschi totalmente depilati tranne un imbarazzante ciuffetto sull´uccello, curato come un geranio sul davanzale di un'ottuagenaria, diciottenni che mostrano con orgoglio alla propria ragazza l'ascella appena depilata, quarantenni in perizoma e una lunga serie di amenitá analoghe.
perche lo hai fatto?
sabbry, con tutto il bene che che sai che ti voglio, perché mi hai regalato un libro brutto come "madre nostra che sarai nei cieli" di piersandro pallavicini?
malacarne in hai diritto alla con...
utente anonimo in hai diritto alla con...
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