a cul di cagone non manco' mai merda - f.rabelais

was soll ich denn aber in africa als frau, als frau wenn der schwarze mann die schwarze frau kastriert?
nina hagen
che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani?
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finde a valencia
protagonisti: giuliana, amica di una vita e per un po' anche convivente, e massimiliano.
ingredienti (fin troppi):
la citta': non ci ero mai stato, e' una citta' con una bella cattedrale, un sacco di stradine carine, un sacco di begli edifici modernisti, un centro storico pieno buchi, edifici o interi isolati "scomparsi" in attesa che lo spazio venga riutilizzato, un poco come a bruxelles. insomma, un posto molto gradevole. un po piu' di vent'anni fa inizia la grande trasformazione: il cui corso del fiume che abbracciava l'intero centro storico e' stato deviato e il letto riutilizzato come parco urbano, si costruisce sul finire degli '80 un museo d'arte contemporanea che acquisisce un notevole prestigio, si consolida la fama di valencia come uno dei centri della marcha spagnola, nello specifico la citta' tiene fama di delinquentella e impasticcata, santiago calatrava costruisce un ponte, poi un altro, sul fiume che non c'e' piu', gli viene affidato un vastissimo spazio per costruirci una citta' del tempo libero (un cinema imax a forma di globo oculare, un colossale museo delle scienze che e' piu' che altro un parco tematico, una serie di edifici che costituiscono l'oceanografic, il piu' grande acquario d'europa), fino a un paio d'anni fa quando nasce la biennale di valencia - accozzaglia di arte fotografia musica teatro architettura organizzata da quel ciarlatano di luigi settembrini.
insomma, quel che si dice un posto interessante.
per farla breve, la biennale e' imbarazzante, senza capo ne coda, una vera fabbrica di luoghi comuni alla moda, e per giunta con alcuni dettagli organizzativi sconcertanti (tutte le mostre sono chiuse tra le 14 e le 18, la biennale si svolge in una decina di sedi diverse e la patinatissima guida non contiene uno straccio di cartina per localizzarle), persino un grande fotografo come sebastiao salgado resta invischiato in tutta questa mediocrita' e se ne esce con una scontatissima mostra di ritratti di cittadini valenciani.
unico episodio davvero esaltante uno spettacolo di peter brook interpretato nientemeno che da michel piccoli.
in quanto alle calatravate: si tratta di architettura-luna park, e da questo punto di vista fa esattamente il suo (disonesto) mestiere. stride il contrasto con il pur recentissimo e bruttarello ivam (il museo d'arte contemporanea), che ha solo quattordici anni e gia' appare come il fossile di un'epoca in cui i musei erano solo i contenitori di opere altrui, che non dovevano soverchiare.
ancora sull'ivam: contiene uno dei piu' bei richter e il piu' bel polke che io abbia mai visto. in questo momento ospita una bella retrospettiva di piero dorazio, e altre due o tre mostre temporanee di scarso interesse.
festa di quartiere, film (brutto)
ogni quartiere ha la sua festa di quartiere a madrid. in ogni quartiere tranne uno la festa e' quella del santo patrono della parrocchia. quel tranne uno e' il mio quartiere, chueca, dove invece del santo patrono si festeggia l'orgoglio gay. palco in piazza, gente che beve e balla per strada e occasionalmente scopa nei vicoli (cosa faccio quando rientrando trovo sul portone di casa due che stanno facendo esattamente quello che anche io vorrei fare con uno dei due o anche con tutti e due? be, chiedo permesso e me ne vado a dormire...)
il film si chiama las horas del dia, parla di un barcellonese belloccio ma noiosissimo e un po carognetta. e' cosi noioso da farsi lasciare dalla sua fidanzata, belloccia pure lei, e cosi carognetta da andarsene in giro strangolando sconosciuti. pero' detto cosi' suona piu' interessante di quello che e'. mi ha ricordato certe minchiate che andavano per la minore a milano una quindicina d'anni fa, post-esistenzialismo pre-soldiniano.
un pomeriggio fruttuoso
oggi pomeriggio ho visto sessantacinque quadri di tiziano.
sono strabiliato, e' meraviglioso. e' a pochi passi da casa mia e ci resta fino a settembre. io fino a settembre lavoro solo fino alle 15. se qualcuno mi dovesse cercare tra le 15.30 e le 19 di ogni giorno, sa dove trovarmi.
indirizzi
milano, via previati (con i miei genitori)
milano, via capecelatro (con elena)
bruxelles, avenue d'auderghem (con barbara)
milano, via ascanio sforza (con federico)
milano, viale bligny (con lavinia)
milano, via clasio (con massimiliano, lavinia, marco)
milano, via osoppo (con massimiliano)
roma, via napoleone iii (con giuliana)
roma, via dei serpenti (con gino)
bologna, via podgora (con stefano e alessandro)
milano, via civitali (con massimiliano)
madrid, calle san lorenzo
del perche' i contatori sono preferibili alla religione
ho installato shinystat da meno di 10 minuti e gia' dice una cosa leggermente / sostanzialmente diversa dal contatore di splinder (che ho sempre sospettato di contare due volte ogni accesso). immagino che succeda piu' o meno lo stesso con le diverse religioni. i contatori tuttavia non hanno la pretesa di salvarmi la vita.
franchismo
vorrei conoscere qualcuno che mi raccontasse il franchismo o per lo meno mi consigliasse qualche buona lettura. le persone che conosco sono tutte troppo giovani per ricordarsi qualcosa di piu' di semplici aneddoti di vita quotidiana di un bambino. in quanto alle letture, in libreria ovviamente ci sono un'infinita' di titoli e io sono totalmente disorientato.
la ricchissima collezione di libri del mio appartamento madrileno - che immagino sia appartenuta a una persona dell'eta' dei miei genitori, di orientamento politico di sinistra radicale, di profonda cultura umanistica e grande ampiezza di interessi - mi riserva sorprese e spunti di riflesssione: ad esempio gia' negli anni cinquanta in spagna si stampavano libri in catalano (questa e' una vera sorpresa), la prima traduzione in castigliano del capitale di marx e' del '46, ma la prima edizione stampata in spagna e' del '80 (questa invece non e' una grossa sorpresa), alla fine degli anni sessanta in spagna si pubblico' una serie di guide "alternative" alle citta' spagnole che includevano un capitolo sulla vita gay delle citta' (questa e' una super sorpresa, in italia forse la cosa non e' ancora stata fatta!).
un ultimo aneddoto sugli anni di franco, raccontatomi da una collega "progre": fino al '75 per comprare preservativi occorreva un'autorizzazione rilasciata dal proprio parroco.
e un aneddoto sugli anni di aznar: la settimana scorsa il governo ha approvato una legge che equipara l'ora di religione alle altre materie scolastiche. circa come craxi nell'84.
e' estate
l'annata e' stata di quelle merdose, ma l'estate e' pur sempre l'estate.
gioco di societa' con maschio eterosessuale
una cosa che sfugge alla maggior parte dei maschi eterosessuali, a volte per stronzaggine, piu' spesso per pura sciatteria e mancanza di riflessione, e' che qualsiasi forma di attenzione riservata a una donna, dal greve commento ad alta voce indirizzato alla sconosciuta in strada a tutta l'infinita fenomenologia del "provarci", possono in certi casi causare fastidio, frustrazione o persino sofferenza.
e' per questo che certe volte mi diverto a fare apprezzamenti o a fingere di provarci con eterosessuali semi-sconosciuti: non faccio niente di "strano", faccio esattamente quel tipo di cose che la stragrande maggioranza degli eterosessuali fanno quotidianamente con le donne e classificano come "cosa innocua, scherzo innocente, un complimento fa comunque sempre piacere". le reazioni sono di solito impressionanti, vanno da un nervosismo immediato e incontrollabile ad atteggiamenti apertamente aggressivi. in altri casi emerge un irritante macho-narcisismo. in ogni caso la lezione (che credo nessuno apprenda) e' che un complimento non fa comunque sempre piacere.
orgoglio gay
sul barbiere della sera (www.ilbarbieredellasera.com) leggo un articolo anonimo di un giovine giornalista gaio (g.g.g.): racconta di essere stato convocato dal suo squallido capo omofobo (s.c.o.), che gli ha offerto una promozione a patto che si trovi una fidanzata di copertura, stante che il g.g.g. e' in odore di omosessualita'. il g.g.g. rifiuta sdegnosamente. e scrive il suo piagnisteo anonimo sul barbiere della sera. daniele scalise fa come suo solito la cosa giusta e gli suggerisce di denunciare l'accaduto. il g.g.g. gli risponde che oddio, no, proprio non se la sente, preferisce cercarsi un altro lavoro.
morale di questa favola: perche' aspettarsi dagli eterosessuali piu' rispetto per i gay, di quello che i gay stessi dimostrano di avere?
corollario politicamente sospetto: lo s.c.o. mi pare una persona un po' piu' stimabile del g.g.g., se non altro e' uno che le sue responsabilita', per merdose che siano, se le assume.
cronachetta personale: anche a me e' capitato di avere uno s.c.o., mi ha infamato in ogni modo possibile, incluso raccontare al mondo intero che io elargivo assunzioni e promozioni in cambio di prestazioni sessuali, che nella struttura che gestivo avevo instaurato una specie di frociocrazia. per lui solo una citazione da pino daniele (intendo il vero, vecchio pino daniele, non quell'insulso personaggino da festivalbar che si spaccia oggi per pino daniele): tanto muori pure tu...
pesci combattenti, quarantenni, fotografi, illustri pittori veneti
par vedere del buon cinema italiano bisogna venire a madrid: pesci combattenti e' il titolo di un bel film che ho visto ieri sera alla serata di cinema italiano organizzata mensilmente dall'istituto italiano di cultura di madrid. questa primavera avevo visto avere o essere, documentario sulla scuola elementare di un minuscolo paesino in alvernia; pesci combattenti e' qualcosa come "the dark side of", nel senso che si svolge in una specie di scuola a barra, degradatissima periferia orientale di napoli, frequentata da ragazzini che hanno abbandonato per qualsiasi motivo la scuola dell'obbligo.
stasera invece festa di compleanno di un'amica madrilena, protagoniste indiscusse della serata: la sua formidabile madre settantenne e la dolcezza di una notte estiva a madrid. scoperta della serata: un fratello della festeggiata, trentaduenne, poliziotto e sexy da morire.
il prossimo finde (=weekend) lo dedichero' a una grassissima mostra di tiziano al prado (tiziano, capito???) nonche' a phe03, festival annuale di fotografia molto promettente come quantita' (piu' di quaranta mostre) e soprattutto come qualita'.
malacarne in hai diritto alla con...
utente anonimo in hai diritto alla con...
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